

Due militari americani sono morti e un terzo è scomparso durante attacchi iraniani di ieri in Giordania. Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) in un post su X.
Secondo Centcom l'incidente è avvenuto ieri mentre le forze statunitensi e i loro alleati «si difendevano dagli attacchi missilistici e con droni iraniani».
Un militare statunitense risulta ancora disperso, mentre altri quattro sono stati feriti: trasportati in ospedale sono stati nel frattempo già dimessi, ha riferito Centcom.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto un attacco oggi contro combattenti di Hezbollah nella zona di Tebnit, in Libano. Lo riferisce al Jazeera citando un comunicato in cui l'esercito israeliano ha affermato che i membri di Hezbollah stavano «utilizzando droni e mettendosi al riparo» vicino a un'area in cui erano posizionate truppe israeliane, il che, secondo l'esercito, costituisce una violazione dell'accordo di cessate il fuoco.
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha rilasciato una dichiarazione scritta in cui afferma che «le ripetute violazioni del Grande Satana del memorandum d'intesa firmato tra i presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti hanno una volta di più dimostrato a tutti quanto sia inutile e senza valore la firma del presidente degli Stati Uniti, e che bullismo, ambizioni egemoniche e barbarie sono elementi inseparabili del modo e della dottrina americana».
«Il Grande Satana ha una volta di più rivelato il suo vero volto senza maschera, affinché questa oscura esperienza di crimine e slealtà rimanga come un'ulteriore potente testimonianza dell'ingannevolezza, irrazionalità, inaffidabilità e malvagità dell'America», indica la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei.
«Ora che il nemico americano cerca di accendere la guerra e di incorrere in costi ancora più pesanti e in una vergogna ancora maggiore, dovrebbe sapere che la cara nazione iraniana e l'Asse della Resistenza hanno in serbo per esso lezioni indimenticabili - aggiunge Khamenei -. Il coraggio dei combattenti dell'Islam e il valore del popolo della regione meridionale dell'Iran negli ultimi giorni hanno già dimostrato esempi di quelle lezioni».
Il ministro israeliano per la Protezione dell'Ambiente, Idit Silman, ha riclassificato i coccodrilli, passandoli dalla categoria di animali selvatici a quella di «fauna selvatica allevata in cattività». Una decisione che apre la strada all'impiego di questi rettili per finalità di sicurezza, incluso il contrasto alle evasioni dalle carceri. E viene incontro al ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir, che propone di circondare con coccodrilli le carceri destinato a detenuti palestinesi, ispirandosi al centro di detenzione per immigrati della Florida noto come «Alligator Alcatraz».
«State pensando di tentare la fuga? Ripensateci», ha scritto Ben Gvir in un post su Facebook, accompagnato da un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che lo ritraeva con un coccodrillo al guinzaglio. La didascalia recitava: «I ministri Ben Gvir e Silman collaborano per circondare le prigioni con i coccodrilli!».
L'emittente israeliana Channel 13 ha riferito che l'Autorità per la Natura e i Parchi di Israele si era opposta alla proposta: la riclassificazione infatti trasferisce la supervisione degli animali dall'Autorità a un «ente di sicurezza». E il servizio penitenziario israeliano, diretto dallo stesso Ben Gvir, rientra in questa categoria.
Il regolamento, entrato in vigore mercoledì, stabilisce che i coccodrilli del Nilo possono essere allevati a condizione che «siano detenuti da un ente di sicurezza... secondo modalità stabilite dal direttore (dell'Autorità per la Natura e i Parchi) per impedirne il rilascio in natura, e previo accertamento da parte del ministro per la Protezione dell'Ambiente della necessità del loro possesso per fini di sicurezza».
I media israeliani hanno riferito che Ben Gvir intende dislocare coccodrilli attorno alla prigione di Ketziot, nel sud di Israele, dove sono detenuti numerosi militanti di Hamas catturati dopo l'attacco del gruppo contro Israele del 7 ottobre 2023, evento che ha scatenato il conflitto a Gaza, in corso da oltre due anni. Channel 13 ha inoltre reso noto che, quando Ben Gvir avanzò la proposta l'anno scorso, questa fu inizialmente «accolta con derisione da diversi funzionari» del servizio penitenziario israeliano.
Fonti ospedaliere a Gaza hanno reso noto che il bilancio degli odierni attacchi israeliani a Gaza City è salito ad almeno nove palestinesi uccisi, tra cui tre bambini.
In un primo attacco contro un condominio nel quartiere di Nasr sono morte almeno cinque persone, tra cui alcuni bambini e adolescenti di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, ha dichiarato Mohammed Abu Selmiya, direttore dell'ospedale Shifa, dove sono stati portati i corpi. Altre sei persone sono rimaste ferite, tra cui quattro minorenni di età compresa tra gli 8 e i 16 anni, ha aggiunto.
In un altro attacco israeliano nel quartiere di Zeitoun hanno invece perso la vita in quattro.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira le infrastrutture di Hamas e di aver individuato terroristi di Hamas nella zona, senza però fornire ulteriori dettagli.
Tre raid aerei statunitensi hanno colpito oggi aree vicino Sirik, nella provincia iraniana di Hormozgan, riferisce al Jazeera citando l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr. L'ultimo raid è avvenuto alle 16.40 ora locale (le 15.10 in Svizzera), aggiunge Mehr.
Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) ha condannato gli attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Bahrein, Giordania e Kuwait, definendoli «crimini di guerra».
«Le azioni dell'Iran rappresentano un'escalation estremamente pericolosa, una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché crimini di guerra (...) dato il deliberato attacco a infrastrutture e strutture civili», ha indicato Jasem Mohamed Albudaiwi in un comunicato.
Il viceministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato oggi che «Teheran ha interrotto i suoi impegni previsti dal protocollo d'intesa (memorandum of understanding) firmato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti».
«Al momento non ci sono notizie di colloqui e la politica attuale dell'Iran è quella di difendere fermamente il paese», ha dichiarato Gharibabadi, aggiungendo: «Stavamo negoziando, ma gli americani hanno violato completamente il protocollo d'intesa con le loro mosse aggressive. Tuttavia, hanno ricevuto una risposta e hanno capito che tali azioni non porteranno a nulla, poiché l'Iran darà una risposta decisa e una lezione severa agli aggressori».
«Se sono saggi dovrebbero trovare altre soluzioni», ha sottolineato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim.
Il Ministero della sanità iraniano ha indicato che almeno 50 persone sono state uccise e altre 500 ferite durante gli attacchi statunitensi contro il paese a partire dal 6 luglio.
Negli ultimi dieci giorni, gli Stati Uniti hanno colpito almeno 95 località nella provincia sudoccidentale del Khuzestan, ha dichiarato il vicegovernatore Valiollah Hayati, citato dall'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim. «Inoltre, dodici contee della provincia sono state prese di mira dagli Stati Uniti. Ciò dimostra la criminalità illimitata del nemico», ha aggiunto.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando se arrestare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora si recasse a New York, come previsto, per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre.
«Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all'Aia», ha detto Mamdani. «È un criminale di guerra incriminato dalla Corte penale internazionale», ha aggiunto in un'intervista al quotidiano The New York Times. «Questa è un'opinione che molti condividono a causa delle sue azioni nel corso degli ultimi anni», ha affermato, ammettendo comunque di non avere certezze in merito alla sua autorità legale di ordinare al Dipartimento di polizia di New York di trattenere un leader straniero. «Siamo in fase di confronto attivo» con l'ufficio legale. «Faremo quello che la legge mi consente di fare, ma non scriveremo leggi ad hoc a tal fine», ha messo in evidenza.
Israele accelera i piani di espansione degli insediamenti nei Territori palestinesi occupati. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, il ministro della difesa Israel Katz ha annunciato l'intenzione di creare nel nord della Striscia di Gaza tre nuovi avamposti di tipo Nahal, comunità militari che in passato hanno spesso preceduto la nascita di insediamenti civili israeliani.
Sempre secondo il giornale, il ministro delle finanze Bezalel Smotrich ha reso noto uno stanziamento di 1,3 miliardi di shekel (300 milioni di franchi al cambio attuale) destinato all'espansione di decine di insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata. La decisione sarebbe stata approvata dal governo il mese scorso ma mantenuta riservata, riferiscono i media israeliani citati da The Guardian, per evitare possibili obiezioni da parte degli Stati Uniti.
I Guardiani della rivoluzione iraniani, i pasdaran, hanno rivendicato un attacco missilistico e con droni contro la base militare statunitense di Al-Azraq, in Giordania, sostenendo di aver colpito i ricoveri dei caccia e un'ampia area di parcheggio degli aerei militari.
In una nota diffusa dai pasdaran e rilanciata da Al Jazeera, l'Iran afferma che l'operazione ha «completamente distrutto almeno due caccia statunitensi» e provocato «danni significativi» a diversi altri velivoli.
Nello stesso comunicato, i pasdaran hanno inoltre esortato l'esercito giordano a prendere di mira le forze statunitensi presenti nel Paese, definendole «forze militari invasori e infedeli» e quindi «obiettivi legittimi». Il testo invita i militari giordani a «eliminarle con ogni mezzo necessario» e a «ripulire la sacra terra di Giordania da questi assassini di musulmani innocenti».
Un incendio è divampato in uno dei componenti di un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell'acqua in Kuwait dopo l'ultima ondata di attacchi iraniani. Lo riferisce Al Jazeera, citando un comunicato del ministero kuwaitiano dell'elettricità, dell'acqua e delle energie rinnovabili.
Secondo il ministero, l'incendio ha reso necessaria l'adozione di «misure operative precauzionali», tra cui la disconnessione di alcune unità di generazione per garantire la sicurezza dell'impianto, del personale e la stabilità della rete elettrica nazionale.
Le autorità hanno precisato che sono stati immediatamente attivati tutti i piani operativi e di emergenza, assicurando la continuità e la stabilità delle reti elettrica e idrica e limitando al minimo eventuali ripercussioni sull'erogazione dei servizi. Il ministero ha aggiunto che il monitoraggio tecnico e operativo prosegue senza interruzioni.
Problemi anche in Iran: il direttore generale dell'Organizzazione per l'acqua e le acque reflue della provincia di Hormozgan, Abdolhamid Hamzehpour, ha affermato che l'attacco statunitense contro le pompe dell'impianto di desalinizzazione nel villaggio costiero di Bunji ha interrotto completamente la fornitura di acqua potabile a 20 villaggi, per una popolazione complessiva di circa 10'000 persone.
L'esercito iraniano ha dichiarato in un comunicato di aver sferrato questa mattina un attacco con droni contro le basi Usa in Bahrein e Kuwait. In Bahrein «sono stati presi di mira l'area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti». Secondo l'agenzia Tasnim due petroliere hanno preso fuoco in seguito a esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Ma il Centcom smentisce su X: «La notizia è falsa».
Pasdaran: «Lo Stretto è completamente chiuso». Nella provincia di Hormozgan, secondo fonti iraniane, gli attacchi aerei Usa hanno causato tre morti e otto feriti.
«Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran». Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver «colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali». Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse.
Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, «e rimangono vigili, letali e pronti all'azione».
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che due petroliere hanno preso fuoco in seguito ad esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Tasnim, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbe affermato che lo stretto è «estremamente pericoloso e completamente chiuso» a causa delle aggressioni statunitensi. Lo riporta Al Jazeera.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno in seguito annunciato che due petroliere sono «esplose e hanno preso fuoco» mentre attraversavano un campo minato a sud dello Stretto di Hormuz.
«Due petroliere, che tentavano di attraversare il campo minato a sud dello Stretto di Hormuz eludendo l'intelligence statunitense, sono esplose e hanno preso fuoco», hanno dichiarato le Guardie - come riferito su Telegram dall'agenzia ufficiale Irna - senza specificare la nazionalità delle imbarcazioni né se vi fossero vittime.
Gli USA hanno in seguito smentito la notizia, parlando di fake news. Lo ha scritto su X il Centcom, l'account ufficiale del Comando Centrale degli Stati Uniti.

