
L'Iran avverte l'Ue: se Teheran verrà minacciata, innalzerà la gittata dei propri missili oltre i 2.000 chilometri. "Fino a oggi riteniamo che l'Europa non rappresenti una minaccia e per questo non abbiamo sviluppato la portata dei missili", ma se l'Ue divenisse un pericolo, la Repubblica islamica "non esiterebbe a farlo", ha tuonato il numero due dei Pasdaran, il generale Hossein Salami. Il riferimento è chiaro: all'inizio del mese il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una visita a Dubai, si era detto "preoccupato dal programma missilistico" iraniano, dopo le accuse dell'Arabia Saudita, rilanciate dagli Stati Uniti, di aver fornito ai ribelli Huthi in Yemen la tecnologia per colpire l'Arabia Saudita. Nello stesso periodo, i ribelli yemeniti, impegnati nel conflitto con la Coalizione a guida saudita, avevano lanciato un missile contro l'aeroporto internazionale di Riad. Macron aveva evocato anche possibili sanzioni a Teheran. La risposta non si era fatta attendere: il programma missilistico iraniano "è a scopo difensivo" e la Francia "è pienamente consapevole che non siamo disponibili a trattare sulla politica difensiva del Paese", lo aveva liquidato il portavoce del ministero degli Affari esteri. Sullo sfondo il dietrofront del presidente Donald Trump sull'accordo nucleare con Teheran: "Abbiamo spiegato ai francesi, ripetutamente, che l'intesa (nucleare, ndr) non è rinegoziabile e non consentiremo di inserire altri capitoli", il programma missilistico appunto. L'Unione europea, che si è detta più volte preoccupata dai test balistici iraniani, ha sottolineato tuttavia che questo tema "non rientra nell'intesa sul nucleare" e il programma missilistico iraniano va affrontato "in altri modi". "Se abbiamo mantenuto il raggio dei nostri vettori a 2.000 chilometri e non lo abbiamo elevato non è perché non abbiamo la tecnologia per farlo", ha sottolineato Salami. Ma nel suo intervento trasmesso in tv, il numero due dei Pasdaran si è scagliato soprattutto contro l'Arabia Saudita, gli Emirati, gli Usa e Israele: le intelligence di questi Paesi "hanno creato l'Isis per destabilizzare il regime siriano". "Abbiamo le prove", ha continuato Salami, "delle forniture di armi americane nel 2013 e 2014". Agli Huthi l'Iran "offre solo sostegno morale e politico, se con il blocco fossimo riusciti a portare i missili in Yemen sarebbe un fallimento saudita. In ogni caso, noi non abbiamo fornito missili", ha concluso, aggiungendo solo che la guerra nel Paese è "il risultato della natura diabolica del regime saudita".
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