

L'esercito israeliano ha annunciato di aver effettuato oggi un attacco aereo contro presunti militanti nella regione di Nabatiyeh, nel Libano meridionale: si tratta del primo attacco di questo tipo da quando Washington ha annunciato un accordo quadro tra Israele e Libano. Un portavoce militare israeliano ha riferito all'agenzia Afp che l'attacco ha preso di mira «presunti terroristi che rappresentavano una minaccia per i soldati israeliani nell'area di Nabatiyeh».

«Accolgo con favore l'accordo tra Israele e Libano. Si tratta di un passo cruciale per allontanarsi dall'escalation. Perché non può esserci pace in Medio Oriente con il Libano in fiamme. Il mio ringraziamento agli Stati Uniti per la mediazione. I passi successivi chiave sono il disarmo dei gruppi non statali e la preservazione della sovranità libanese e dell'integrità territoriale». Lo afferma sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «L'Ue è pronta a sostenere questo percorso verso una stabilità regionale duratura, anche con la continua erogazione di aiuti umanitari molto necessari, con 100 milioni di euro (poco più di 92 milioni di franchi, ndr) mobilitati per gli sfollati», aggiunge.
Hezbollah: «Accordo umiliante che rinuncia alla sovranità»
Decisamente diversi i toni utilizzati dal leader di Hezbollah, Naim Qassem, in una dichiarazione riportata da Al-Jazeera: «Questo accordo è nullo e devono essere applicate le disposizioni del memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti. L'accordo quadro di Washington è un'umiliazione, una vergogna e una rinuncia alla sovranità. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo». «L'autorità legittima il protrarsi dell'occupazione per molti anni - afferma ancora Qassem - e ciò potrebbe arrivare fino all'annessione di questi territori dall'entità sionista. Legare il ritiro israeliano al disarmo della resistenza è una proposta molto pericolosa, che supera ogni linea rossa».
Il Bahrein denuncia attacchi di droni iraniani contro il suo territorio. L'accusa a Teheran è di compromettere «il lavoro per la pace». In una nota riportata dall'agenzia del Bahrein, la Bna, dal ministero degli Esteri arriva «la più ferma condanna» per il fatto che «il territorio» del Paese sia stato «attaccato all'alba di oggi da diversi droni iraniani» e la denuncia per quella che viene considerata come una «palese violazione della sovranità». «Ricade su Teheran tutta la responsabilità di aver minato il lavoro per la pace», si legge nel comunicato. Stamani i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, avevano annunciato di aver attaccato obiettivi Usa nella regione dopo le operazioni americane contro il territorio della Repubblica islamica.
«Israele e Libano affermano il diritto di ciascuno Stato ad esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Usa». È quanto afferma il primo punto dell'accordo tra Libano, Israele e Usa, il cui testo è stato diffuso dal Dipartimento di Stato Usa.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi contro alcune aree della costa meridionale del Paese, affermando che tali azioni violano la Carta delle Nazioni Unite e il recente memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto. Secondo la dichiarazione, riportata dalla televisione di Stato, gli attacchi hanno preso di mira strutture di sorveglianza costiera; il comunicato ha inoltre sottolineato che le forze armate hanno lanciato azioni di rappresaglia contro obiettivi legati agli Stati Uniti, esercitando il proprio diritto alla legittima difesa. Nella nota del ministero degli Esteri iraniano, infine, si esortano gli Stati del Golfo Persico a «impedire che il proprio territorio venga utilizzato per azioni ostili» e ha chiesto alle Nazioni Unite e agli organismi internazionali di intervenire su quelle che ha definito violazioni del diritto internazionale.
Cosa era successo
Gli Stati Uniti hanno bombardato depositi di missili e droni iraniani e radar costieri, in risposta a un attacco iraniano contro una nave commerciale nello stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il Comando centrale americano su X. «L'aggressione ingiustificata da parte delle forze iraniane ha chiaramente violato il cessate il fuoco», ha dichiarato il Comando centrale degli Stati Uniti, definendo i raid contro l'Iran «una risposta forte all'attacco di ieri contro una nave commerciale che transitava nello stretto di Hormuz». Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano dal canto loto di aver colpito posizioni militari statunitensi nella regione, riporta la televisione di Stato. Le postazioni statunitensi sono state attaccate dalle Guardie Rivoluzionarie come azione di rappresaglia per i raid Usa in Iran.

