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Linea diretta tra Russia e Ungheria: fornite a Lavrov informazioni strategiche dell'UE
©Alexander Zemlianichenko
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20 ore fa
Il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó avrebbe agito per conto del Cremlino, spingendo per rimuovere gli oligarchi sanzionati dalle liste nere dell'UE - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
9 ore fa
Un morto per l'attacco di droni ucraini a Belgorod

Il governatore della regione di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito che il 29 marzo un civile è stato ucciso in un attacco di droni contro un'auto nel villaggio di Belyanka, nel distretto di Shebekino.

«Abbiamo ricevuto informazioni aggiornate riguardo a un attacco di droni contro un'auto nel villaggio di Belyanka, nel distretto di Shebekino. Dopo un'ispezione e un esame forense, è stata confermata la morte del civile. La sua identità è stata accertata», ha scritto Gladkov sulla piattaforma di messaggistica Max.

Come riferito in precedenza, durante l'attacco del 29 marzo al villaggio di Belyanka due donne sono rimaste ferite.

12 ore fa
Kallas ha parlato con il ministro degli Esteri ungherese

L'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, «ha parlato, all'inizio di questa settimana, con il ministro degli Esteri» ungherese Peter Szijjarto, «ribadendo ancora una volta l'importanza della riservatezza delle discussioni a porte chiuse, ma ha anche sottolineato che le deliberazioni interne del Consiglio non devono essere divulgate a terzi». Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper.

Hipper è intervenuta durante il briefing quotidiano alla stampa, in merito alla nuova inchiesta di media europei - tra i quali The Insider e Vsquare - che vede coinvolto il capo della diplomazia magiara, accusato di avere una linea diretta con il Cremlino e di divulgare informazioni Ue riservate. Nelle nuove rivelazioni, Szijjarto avrebbe agito d'accordo con l'omologo russo Sergey Lavrov per bloccare le sanzioni Ue contro Mosca e salvare oligarchi ed entità russe dalla blacklist. «Le sanzioni vengono adottate all'unanimità, quindi non si tratta di un singolo Paese in particolare», ha aggiunto la portavoce.

13 ore fa
Cremlino: «Kiev cerca una tregua per Pasqua, Mosca mira alla pace»

Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, durante un briefing con i media, ha affermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sta attualmente cercando di negoziare un cessate il fuoco, poiché la dinamica sul fronte non è chiaramente favorevole a Kiev.

«Il regime di Kiev ha disperatamente bisogno di un cessate il fuoco, di qualsiasi tipo, perché la dinamica sul fronte, che peraltro viene monitorata non solo dai nostri specialisti ma anche da quelli stranieri, indica che le truppe russe, sebbene più veloci in alcuni punti e più lente in altri, stanno avanzando lungo l'intera linea del fronte», ha commentato Peskov, citato da Tass .

La Russia, ha proseguito il portavoce del Cremlino, respinge l'ipotesi di un cessate il fuoco e ritiene che sia essenziale il raggiungimento di un accordo di pace. «Ribadiamo ancora una volta: Zelensky deve assumersi le proprie responsabilità e prendere la decisione appropriata affinché si raggiunga la pace, non un cessate il fuoco», ha sottolineato Peskov.

«Zelensky può e deve prendere una decisione tempestiva - ha sottolineato Peskov -. In seguito, questa decisione avrà un prezzo più alto».

13 ore fa
Ue e ministri degli Esteri Ue a Bucha, «al fianco dell'Ucraina»

«Ci siamo riuniti oggi a Kiev e a Bucha per commemorare le vittime delle atrocità di massa commesse durante la temporanea occupazione russa di alcune zone della regione di Kiev nel 2022, e per ribadire il nostro fermo impegno a garantire che la Federazione Russa risponda pienamente di qualsiasi violazione del diritto internazionale commessa in Ucraina o contro l'Ucraina, compresa l'aggressione in violazione della Carta delle Nazioni Unite». Lo afferma il comunicato congiunto dei ministri degli Esteri di tutte le nazioni Ue tranne l'Ungheria, più l'Ucraina stessa.

«Onoriamo la memoria di tutte le vittime del massacro a Bucha e in altre città, paesi e villaggi in tutta l'Ucraina, dove i civili sono stati sottoposti a uccisioni di massa, torture, violenze sessuali, deportazioni forzate e altre gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Le prove raccolte in seguito al ritiro delle forze russe sottolineano l'imperativo di garantire una piena e completa responsabilità».

«Riaffermiamo il nostro impegno a garantire la piena responsabilità per i crimini di guerra e gli altri crimini più gravi commessi in relazione alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. In questo contesto, accogliamo con favore i recenti progressi compiuti nel quadro del Consiglio d'Europa, con il sostegno dell'Unione europea, verso l'operatività del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l'Ucraina e l'istituzione della Commissione internazionale per le richieste di risarcimento per l'Ucraina. Esprimiamo inoltre il nostro sostegno alle indagini della Corte penale internazionale sulla situazione in Ucraina e chiediamo la piena cooperazione di tutti gli Stati parti».

«Sottolineiamo che la presa di responsabilità è un elemento indispensabile per una pace globale, giusta e duratura, nonché per il rispetto del diritto internazionale. In questo quinto anno di guerra di aggressione da parte della Russia, ribadiamo il nostro continuo, fermo e incondizionato sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, in conformità con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale».

14 ore fa
Linea diretta tra Russia e Ungheria sulle sanzioni UE

Una linea diretta tra il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha fornito a Mosca informazioni strategiche su questioni critiche dell'Ue. È quanto si evince da trascrizioni e registrazioni audio di chiamate rivelate da un'investigazione congiunta di più media europei, tra i quali The Insider e Vsquare.

I materiali, spiega l'inchiesta, «indicano che Szijjártó ha agito per conto del Cremlino, incluso spingendo per rimuovere gli oligarchi sanzionati dalle liste nere dell'Ue, tra cui la sorella di Alisher Usmanov», imprenditore nei settori media, telecomunicazioni, edilizia e industria.

In un'altra conversazione, con il vice ministro dell'energia russo, Szijjártó ha detto di stare facendo del suo meglio per bloccare un pacchetto di sanzioni dell'Ue e ha offerto di provare a salvare entità russe dalle sanzioni, aggiungendo che anche il governo slovacco stava aiutando lo sforzo coordinato russo-ungherese. Solo un'ora dopo che Szijjártó era arrivato a Budapest da San Pietroburgo il 30 agosto 2024, il ministro riceveva una telefonata dal suo omologo russo. Lavrov disse che Szijjártó era stato citato su tutti i media russi dopo la sua visita. «Ho detto qualcosa di sbagliato?» chiese nervosamente Szijjártó. «No, no, no. Dicevano solo che stai combattendo pragmaticamente per gli interessi del tuo Paese». «Guarda, sto chiamando su richiesta di Alisher e mi ha appena chiesto di ricordarti che stavi facendo qualcosa riguardo sua sorella,» ha detto Lavrov. «Sì, assolutamente,» rispose Szijjártó. «La questione è la seguente: insieme agli slovacchi stiamo presentando una proposta all'Ue per rimuoverla dalla lista. La presenteremo la prossima settimana e poiché inizierà il nuovo periodo di revisione, sarà messa all'ordine del giorno e faremo del nostro meglio per farla rimuovere», spiegò il ministro magiaro.

Nel colloquio rivelato dal gruppo dei media europei, molte critiche furono dirette a Josep Borrell, allora Alto Rappresentante dell'Ue per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, che Lavrov definiva la sua «più grande delusione» laddove Szijjártó lo soprannominava il «Biden europeo». Lo spagnolo, osservava Lavrov, era stato molto più «ragionevole» quando rappresentava solo gli interessi di Madrid come ministro degli Esteri, prima della sua nomina alla Commissione Ue.

Prima di riattaccare, l'ungherese citava il nuovo quartier generale di Gazprom che aveva visitato in Russia, aggiungendo: «Sono sempre a vostra disposizione.» Sette mesi dopo - ricorda l'inchiesta - Ismailova è stata rimossa dalla lista delle sanzioni dell'Ue

15 ore fa
«Bucha è diventata il simbolo della crudeltà della guerra della Russia»

«Bucha è diventata il simbolo della crudeltà della guerra della Russia. Tra i civili uccisi, molti sono stati colpiti a distanza ravvicinata. Alcuni con le mani legate dietro la schiena. A quattro anni da queste uccisioni di massa, ricordiamo le vittime», ha scritto su X l'Alta rappresentante della politica estera europea Kaja Kallas, oggi in Ucraina insieme ai ministri degli Esteri europei.

«Ciò che è accaduto qui non può essere negato», ha osservato Kallas, aggiungendo che «l'UE è impegnata a garantire che questi crimini non restino impuniti, anche sostenendo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione, insieme alla Commissione per i reclami».

«La Russia deve essere ritenuta responsabile per ciò che ha fatto all'Ucraina», ha concluso Kallas.

20 ore fa
Il punto alle 6
Zelensky: «Una lunga guerra in Iran sarebbe molto positiva per la Russia»

Una lunga guerra con l'Iran sarebbe molto positiva per la Russia e molto negativa per l'Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Axios. «Sono sicuro che la Russia vuole una guerra lunga perché ne trae dei benefici. Gli Stati Uniti si stanno infatti concentrando sul Medio Oriente e potrebbe diminuire gli aiuti militari all'Ucraina. Le sanzioni sono state in parte revocate. Vedo solo benefici per la Russia se la guerra continua», ha messo in evidenza Zelensky.

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