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L'importanza di Greta per il mondo (anche se è antipatica)
L'importanza di Greta per il mondo (anche se è antipatica)
L'importanza di Greta per il mondo (anche se è antipatica)
Redazione
7 anni fa
Forse non tutti, specialmente in Europa, si rendono conto della portata del messaggio della giovane svedese

Premettiamo una cosa: siamo di fronte a cambiamenti climatici epocali e a tante diverse emergenze ambientali, dai livelli di Co2 nell'aria al disboscamento di interi territori, da affrontare e limitare assolutamente nel corso dei prossimi anni. Se non siete d'accordo su questo punto, probabilmente è inutile che proseguiate nella lettura di questo editoriale e passiate ad approfondimenti su scie chimiche e terrapiattisti.

Forse bisogna premettere anche che Greta, indipendentemente dal messaggio (che condivido), non mi è mai stata particolarmente simpatica e che non ho apprezzato affatto il suo intervento all'Onu. Non tanto per i contenuti quanto per le lacrime e le urla, con le quali la giovane svedese, più che spontanea, è sembrata ben attenta a seguire i consigli del padre, attore in teatro e in tv e probabilmente oggi ottimo insegnante per la figlia.

Un discorso dove Thunberg accusa i governi del mondo di averle rubato "sogni e infanzia". Frasi a effetto che hanno suscitato reazioni in tutto il mondo. Interessante a questo proposito l'editoriale di Alessandro Sallusti su Il Giornale, dove il direttore del quotidiano italiano scrive "Non ti ho rubato proprio niente", spiegando come negli ultimi 30 anni siano stati fatti enormi passi in avanti nel riciclo e nell'impatto ambientale di automobili e delle aziende.

Sotto certi punti di vista, Sallusti non ha tutti i torti: in Italia da dove scrive e, in generale, in tutta Europa la popolazione ha capito la necessità di un cambiamento delle proprie abitudini, con molti governi che hanno adottato politiche virtuose in questo senso. Certo, tanto è ancora da fare, ma il messaggio è indubbiamente stato colto e la via è stata intrapresa. Proprio per questo molte persone si indispongono nel sentirsi ribadire gli stessi concetti da una ragazzina, strumentalizzata da tutto l'entourage dietro di lei e da tutti i politici che la usano per farsi sfacciatamente campagna elettorale. Si può condividere o meno questo astio, ma umanamente è compensibile.

Ma appunto, noi vediamo Greta dal punto di vista di chi certe problematiche le conosce e tendenzialmente le condivide. Dimentichiamo però che, incredibile ma vero, ci sono altri 7 miliardi di persone fuori dai confini europei che in molti casi non hanno assolutamente idea della minaccia dell'inquinamento globale.

Se all'Expo di Astana in Kazakhistan mi ero stupito del padiglione della Malesia, dove il governo malese esaltava i benefici e la sostenibilità dell'olio di palma, ma anche dell'espressione dei kazaki con gli occhi sgranati nello scoprire (nel padiglione svizzero) che, mettendo un coperchio su una pentola, l'acqua avrebbe raggiunto prima il punto di ebollizione e si sarebbe consumato meno gas, sono rimasto ancora più stupito dal mio recente viaggio in Canada.

Paese che, nel nostro immaginario, è visto come particolarmente virtuoso nella conservazione della spettacolare natura che la circonda. Peccato poi che, quando si va in città, oltre a non trovare neanche un cestino per la raccolta differenziata, ci si imbatta in manifestazioni contro il premier canadese Justin Trudeau, colpevole di voler limitare la costruzione di pipeline con le quali trasportare petrolio negli Stati Uniti. Manifestazioni dove ho visto esposto il messaggio "We hate Greta, we love petroil". Tanto per intenderci su quale sia la loro visione del mondo.

Trudeau è visto come un capo di Stato particolarmente progressista e certamente lo è per gli standard nordamericani. Ma il suo governo è in prima linea per il sostegno al settore del manzo canadese. Addirittura esiste un "centro di eccellenza" nazionale che invita le scuole da tutto il Paese per indottrinare gli studenti, spiegando come la produzione di manzo sia più etica, sostenibile e conveniente rispetto, ad esempio, a quella dei fagioli. In pratica, l'esatto contrario di quello che viene affermato alle nostre latitudini.

Per non parlare dei diversi casi di "rolling coal" in cui mi sono imbattuto: una "moda", per non chiamarla follia, dove molti automobilisti modificano le loro auto per farle consumare di più, facendo uscire fumi di scarico che sembra di essere nei pressi di una ciminiera. E se questo è un paese progressista, inutile che vi stia a spiegare cosa succede dai loro vicini a Sud, in particolare in questi anni dove c'è un presidente che si chiama Donald Trump e di cui magari qualcuno di voi ha sentito parlare che, giusto per dirne una recente, ha appena annunciato la revoca della normativa che limitava le attività inquinanti nei pressi di ruscelli, zone umide e altri specchi d'acqua.

Ecco, capite ora chi sono gli interlocutori di Greta fuori dai confini europei? Certo, perché lei e non degli scienziati con più competenze e più credibili? Partiamo del presupposto che, ad esempio nel Nord America, manca un'epica. E quella che c'è, vale a dire la strage dei nativi americani, preferiscono dimenticarla. Per questo sentono il bisogno di trovare personaggi da mitizzare e a cui affezionarsi.

Succede con i grandi dello sport e del cinema e, indubbiamente, la storia di una giovane, che ogni venerdì salta la scuola per scioperare contro il clima e che arriva sulle coste americane in barca a vela, scatena le fantasie di chi cerca questo genere di personaggi. Le scatena così bene che anche qui, dove la visione generale del tema è da tempo ben più sviluppata, ha conquistato le prime pagine di tutti i giornali d'Europa ed è stata presa come modello da migliaia di giovani. Che poi, come tanti criticano, lei sia solo un burattino manovrato dai poteri forti o che sia solo una moda per i giovani a questo punto poco importa: si sta parlando di ambiente come mai prima d'ora, specialmente in paesi dove il menefreghismo verso questi temi è sempre stato particolarmente elevato.

Quindi, se anche un personaggio controverso come Greta riesce a essere più efficace di scienziati, autorità o personaggi pubblici... ce ne faremo una ragione. Vista l'importanza del tema, ma soprattutto delle conseguenze in ballo, il solo fatto che sia antipatica o consigliata in quello che fa e dice rende il compromesso decisamente accettabile.

Mattia Sacchi

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