
"Il governo giapponese ha condotto diverse valutazioni sull'impatto ambientale delle radiazioni in conformità alle linee guida internazionali, e i risultati dimostrano che - tenendo conto della dispersione oceanica, del bioaccumulo e dell'accumulo a lungo termine - l'impatto sull'uomo e sull'ambiente è trascurabile". Lo si apprende da un comunicato diffuso dall'ambasciata del Giappone in Italia. Secondo quanto riportato, "anche la relazione completa dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha concluso che il rilascio in mare delle acque trattate con Alps (Advanced liquid processing system ndr) avrà un impatto radiologico trascurabile sulle persone e sull'ambiente".
Acque trattate con Alps
Nella dichiarazione viene spiegato come l'acqua riversata nell'oceano a Fukushima a partire dal 24 agosto "è stata ulteriormente diluita, dopo essere stata sufficientemente purificata tramite l'Alps fino a quando la concentrazione di sostanze radioattive diverse dal trizio è risultata inferiore agli standard normativi". Secondo l'ambasciata, perciò, "le espressioni 'acque contaminate' e 'acque radioattive' sono inappropriate, in quanto potrebbero fuorviare il pubblico". Per questo in Giappone si utilizza "il termine 'acque trattate con Alps'".
Le concentrazioni del trizio
"Dopo il trattamento - continua il comunicato - anche la concentrazione del trizio nelle acque rilasciate in mare è un quarantesimo dello standard normativo e un settimo dello standard dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'acqua potabile" e "quella delle acque trattate con Alps è inferiore a quanto scaricato da molte centrali nucleari o simili strutture in altri Paesi".
Le misure per garantire la sicurezza
Il governo giapponese, anche dopo l'inizio delle operazioni di rilascio in mare, "continuerà a prendere tutte le misure possibili per garantire la sicurezza degli sversamenti e, con il costante coinvolgimento dell'Aiea, intende garantire che nessun rilascio avrà effetti nocivi sulla salute dell'uomo o sull'ambiente". Allo stesso tempo, conclude il comunicato, il Giappone "continuerà a fornire alla comunità nazionale e internazionale tutte le informazioni necessarie in modo scientifico e trasparente".

