
Il Liechtenstein fornirà in futuro ragguagli alle autorità fiscali di altri Stati sui loro contribuenti detentori di patrimoni nel Principato, allentando il suo rigido segreto bancario. La nuova legge sull'assistenza amministrativa posta oggi in consultazione dal governo definisce le condizioni per lo scambio di informazioni. Il nuovo disegno di legge prevede un'assistenza amministrativa più estesa, secondo gli standard dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico): essa non sarà più limitata ai sospetti di frode fiscale, ma anche a quelli di semplice evasione. Come le autorità svizzere, anche quelle del Liechtenstein rilevano che la nuova legge esclude lo scambio di informazioni automatico e le cosiddette "fishing expeditions", ossia le richieste di informazioni non su singoli individui ma su gruppi estesi o categorie di persone, nella speranza che qualcuno rimanga attaccato all'amo. Vaduz fornirà informazioni solo in caso di richieste dettagliate su casi singoli: le autorità fiscali estere dovranno fornire dati precisi sull'identità della persona e sui sospetti a suo carico. La procedura di assistenza sarà sottoposta al controllo di un giudice e la persona interessata avrà la facoltà di ricorrere al Tribunale amministrativo. Il Liechtenstein, come la Svizzera, ha recentemente negoziato nuovi trattati bilaterali con una dozzina di paesi per adeguarli alle norme OCSE in modo da poter uscire dalla cosiddetta "lista grigia" dei paesi poco cooperativi in ambito fiscale. Entreranno in vigore a partire dal 2010. Una legge speciale regola l'attuazione di un accordo concluso con la Gran Bretagna: esso garantisce, oltre allo scambio di informazioni, che nessun cittadino britannico dal 2015 possa depositare nel Principato denaro non dichiarato. ATS
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