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Estero
Liechtenstein: futuro capo governo per accordo fiscale con UE
Redazione
18 anni fa

Klaus Tschütscher, che sarà il nuovo "primo ministro" del Liechtenstein dopo aver vinto le elezioni dell'8 febbraio, vuole una rapida e solida soluzione nella vertenza fiscale che oppone il Principato all'Unione europea. Il futuro capo del governo punta su un accordo con Bruxelles e su contratti bilaterali con singoli membri dell'UE. Tschütscher ha illustrato oggi a Vaduz il suo programma politico, dopo che il suo partito, l'Unione patriottica (VU), ha conquistato la maggioranza assoluta nel Landtag, il parlamento del Principato, con 13 seggi su 25. Egli ha auspicato che si trovi una rapida soluzione nell'ambito della cooperazione fiscale internazionale e ha aggiunto di voler liberare il suo paese dall'"immagine di una oasi fiscale non cooperativa". Per dimostrare che le intenzioni del Liechtenstein sono "concrete e serie" cercherà il contatto con l'OCSE, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che mantiene il Principato sulla sua "lista nera" dei "paradisi fiscali non cooperativi", assieme a Monaco e Andorra, ma prevede un aggiornamento a metà 2009. Tschütscher ha ricordato l'intesa raggiunta a livello negoziale con l'Unione europea lo scorso giugno: essa prevede l'assistenza amministrativa per la frode fiscale, mentre per quanto riguarda la semplice evasione fiscale rimanda ad accordi bilaterali di doppia imposizione con i singoli stati membri. Il progetto di trattato va oltre lo standard europeo in singoli punti, ha sostenuto il futuro capo del governo, aggiungendo di potersi immaginare un accordo che impedisca la fuga di capitali per motivi fiscali e crei una giusta concorrenza tramite l'abolizione della doppia imposizione. Lo scorso 10 febbraio, i ministri delle finanze dell'Unione europea hanno tuttavia fatto ulteriore pressione sul segreto bancario del Lichtenstein, esigendo una rinegoziazione dell'accordo in questione. I ministri UE vogliono ottenere da Vaduz "per lo meno qualcosa di simile" al documento firmato lo scorso 8 dicembre dal predecessore di Tschütscher, Otmar Hasler, il quale impegna il Liechtenstein a fornire agli Stati Uniti, a partire dal 2010, informazioni anche in caso di sottrazione fiscale e non solo di frode. Tschütscher ha affermato oggi che il Liechtenstein è disposto a fornire un "contributo costruttivo" per una più forte coesione della piazza finanziaria europea. L'alternativa a una tale soluzione sarebbe a suo avviso un "graduale spostamento dei patrimoni in piazze finanziarie extraeuropee" che non servirebbe a nessuno. Dopo la vittoria elettorale dell'8 gennaio, la VU vuole continuare a governare in una grande coalizione con il Partito borghese progressista (FBP), la precedente formazione di maggioranza. Le trattative al riguardo e la formazione del nuovo governo dovrebbero giungere in porto il mese prossimo. Otmar Hasler, capo del governo del Liechtenstein da otto anni, si è dimesso dopo la sconfitta elettorale della sua formazione politica, l'FBP. Nel Liechtenstein le elezioni parlamentari influiscono molto più che in Svizzera sulla formazione del governo di coalizione di cinque membri, eletto dal Landtag. Al partito più forte spettano infatti il capo del governo e due altri membri dell'esecutivo, al secondo partito il vicecapo del governo e un altro membro dell'esecutivo. Dopo essere stato eletto dal parlamento, il nuovo governo dovrà ancora ottenere la nomina ufficiale da parte del principe. ATS

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