
Un tribunale di San Pietroburgo ha riconosciuto la discriminazione sul posto di lavoro e ha ordinato il reintegro per Anastasia Vasilyeva, una donna transgender che nel luglio del 2017 era stata licenziata dalla tipografia in cui lavorava dopo aver rinnovato i suoi documenti per registrare la sua identità come donna.
Secondo il gruppo per la difesa dei diritti delle minoranze sessuali Vykhod, il tribunale ha riconosciuto a Vasilyeva un risarcimento danni di 155 dollari e soprattutto 28'500 dollari di mancato guadagno. Il datore di lavoro aveva giustificato il licenziamento in base a un provvedimento federale che vieta alle donne alcuni lavori, compreso quello di tipografo. Secondo i media, è la prima volta che un tribunale russo riconosce la discriminazione sul posto di lavoro per una donna transgender.
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