
Impennata di violenza in Libia. La notte scorsa è stato assassinato a colpi d'arma da fuoco a Sirte il viceministro dell'Industria Hassan al-Droui, mentre nel sud continuano sanguinosi scontri etnici tra tribù rivali, con un bilancio di quasi trenta morti in neppure due giorni. L'agguato di Sirte, località situata a circa 500 chilometri a est della capitale Tripoli dove al-Droui era nato, segna l'ennesimo punto di svolta negativo nella tragica situazione libica: l'omicidio è infatti il primo di un membro di governo dalla caduta, nel 2011, del regime di Muammar Gheddafi. In un comunicato l'esecutivo ha denunciato "un vile atto criminale", assicurando che "farà di tutto per catturare e processare gli autori" dell'assassinio. Al-Droui era un ex esponente del Consiglio nazionale di transizione, braccio politico della ribellione che ha rovesciato Gheddafi con l'aiuto dell'intervento armato internazionale della Nato.
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