
La Turchia ha offerto "garanzie" al leader libico Muammar Gheddafi per indurlo a lasciare il suo paese ma finora non ha ricevuto nessuna risposta. Lo ha detto stasera il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Intanto sul terreno le forze di Muammar Gheddafi continuano gli assalti contro Misurata a colpi di artiglieria e razzi che hanno causato 30 morti oggi - 40 da mercoledì scorso - e oltre 80 feriti, con un'offensiva anche di terra che ha dato luogo a intensi combattimenti e altre vittime. Sempre sul fronte militare, mentre sono continuati anche oggi i raid aerei su Tripoli e le periferie della capitale libica, l'Alleanza ha smentito seccamente le notizie rilanciate dalla tv di Stato che aveva annunciato l'abbattimento di un elicottero Nato da parte delle forze fedeli al rais. "Non è vero - ha detto un responsabile dell'Alleanza atlantica -. Non abbiamo subito attacchi, tutti i mezzi sono tornati alle loro basi". Oggi è arrivata anche la tegola da Oslo: "Il governo norvegese ha deciso di prolungare fino al primo agosto il proprio contributo aereo con 4 degli F-16 dispiegati, poi la missione finirà", ha scritto il ministero della Difesa in un comunicato, solo due giorni dopo il prolungamento di 90 giorni della missione Nato deciso a Bruxelles. "Accettiamo la decisione di Oslo", ha affermato la portavoce della Nato, Oana Longescu, auspicando che altri Paesi sostituiscano i caccia norvegesi. La Norvegia è uno degli otto paesi che contribuiscono alle operazioni d'attacco in Libia, con Gran Bretagna, Francia, Italia, Danimarca, Belgio, Stati Uniti e Canada. ATS
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