
La Nato ha imposto in Libia un vero e proprio "embargo marittimo" che non si limita solo alle armi e alle apparecchiature militari così come previsto dalle risoluzioni dell'Onu ma si ripercuote anche su rifornimenti di prima necessità, mettendo così in ginocchio la popolazione civile. Lo denuncia in un comunicato il ministero degli esteri di Tripoli. L'Alleanza, sostiene infatti il Comitato popolare generale per le relazioni esterne e la cooperazione internazionale, "proibisce alle navi libiche di muoversi persino nelle acque territoriali per scopi ordinari", come il trasporto di carburanti e lo svolgimento delle normali attività di pesca, "sulle quali contano i pescatori libici per il proprio sostentamento". "Alla luce di ciò e a garanzia delle necessità umanitarie della popolazione civile in tutte le ragioni libiche, la Giamahiria - si legge nel comunicato - chiede alla comunità internazionale l'adozione di urgenti provvedimenti atti al superamento di questi problemi, onde evitare qualsiasi effetto negativo sui civili del popolo libico". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

