
Il Consiglio federale ha deciso di affidare dall'anno prossimo la protezione dell'ambasciata svizzera a Tripoli e del suo personale a un distaccamento dell'esercito. La sede diplomatica nella capitale libica ha ripreso le attività a metà ottobre. La rapida riapertura "si è resa necessaria per salvaguardare gli interessi della Svizzera in loco e per normalizzare i rapporti bilaterali con la Libia", spiega il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota odierna. Per questo motivo in un primo momento è stata incaricata della protezione una società di sicurezza privata già presente sul luogo e con buone conoscenze della situazione, la britannica Aegis, con sede a Basilea. Il contratto si conclude a gennaio. In una seconda fase è previsto l'intervento da parte di un distaccamento dell'esercito svizzero. A tale proposito il Consiglio federale, basandosi sul relativo piano d'intervento elaborato dal Dipartimento federale della difesa (DDPS) conformemente all'ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero (OPBE), ha incaricato il DFAE e il DDPS di adottare le misure necessarie. Poiché la durata dell'intervento verosimilmente supererà quella della prossima sessione del Parlamento, il governo sottoporrà un messaggio alle Camere federali. Nel frattempo la responsabile del DFAE Micheline Calmy-Rey e il capo del DDPS Ueli Maurer hanno informato i presidenti della Commissione della politica di sicurezza e di quella di politica estera di entrambe le Camere, come prevede l'OPBE. Il DFAE era stato criticato duramente dalla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati per aver fatto ricorso a soldati privati per proteggere l'ambasciata di Tripoli. ATS
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