
La Libia ha deciso un cessate il fuoco immediato, a partire dalle 21.00 ora locale (le 20.00 in Svizzera). Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito libico citato dalla Bbc. "In risposta ad una appello lanciato dall'Unione africana e in risposta alle risoluzioni Onu 1970 e 1973 - ha detto il portavoce dell'esercito libico leggendo un comunicato durante una conferenza trasmessa da al-Jazira - le forze armate libiche hanno ordinato un immediato cessate il fuoco a tutte le unità militari e in tutto il paese a partire dalle 21.00 di questa sera." Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha espresso la "speranza" che le forze militari libiche mantengano la promessa. Nel corso di un briefing al Pentagono, l'ammiraglio William Gortney, ha indicato di nutrire dubbi sul proclamato cessate il fuoco. Egli ha anche sottolineato che le forze della coalizione internazionale impegnate in Libia "non stanno dando la caccia a Gheddafi", ma sono entrate in azione "per attuare la risoluzione Onu 1973", che prevede in primo luogo il ricorso alla forza militare per proteggere i civili. Il Pentagono non ha rilevato traccia di alcuna attività aerea da parte delle forze libiche. Anche l'attività di sorveglianza aerea da parte di radar libici è "significativamente diminuita", ha spiegato Gortney. I raid aerei condotti da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna secondo il Pentagono hanno ottenuto "molto successo". L'ammiraglio ha aggiunto che le nazioni coinvolte in azioni attive sulla Libia sono attualmente sette: Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Italia, Belgio e Qatar. La CNN ha riferito che stasera una forte esplosione si è sentita a Tripoli nella zona in cui si trova il palazzo di Muammar Gheddafi da dove si è innalzata una colonna di fumo. Subito dopo è entrata in azione una "pesante risposta contraerea". Stando all'inviato della Reuters, esplosioni isolate e forti colpi di contraerea si sono sentiti stasera anche nel centro di Bengasi. Intanto si è appreso che gli ambasciatori della Nato si riuniranno nuovamente stasera alle 22.30 per cercare di superare l'impasse determinato - riferiscono fonti - dalla richiesta della Turchia di rivedere la preparazione dei piani di intervento dell'Alleanza in Libia e dal mantenimento, da parte della Francia, di una posizione di contrarietà all'assunzione di un ruolo di comando delle operazioni militari da parte dell'organizzazione atlantica. ATS
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