
Il parlamento libico ha respinto in serata la lista dei ministri del nuovo governo, perché considerata poco rappresentativa della nuova Libia uscita dalle elezioni, appena un giorno dopo averla ricevuta dal premier designato Mustafà Abushagur che ora deve ricominciare tutto da capo e presentarne una nuova entro domenica. Un epilogo previsto e atteso da molti, soprattutto dopo le proteste di tanti parlamentari che avevano minacciato di non votare il nuovo esecutivo e l'occupazione per qualche ora dell'Assemblea Nazionale da parte di un gruppo di oltre 100 persone provenienti da Zawiah, ribattezzata la città dei martiri durante la guerra civile in Libia. La giornata è cominciata subito in salita per il premier Abushagur, con la stampa locale che ha aperto sulle proteste di numerosi esponenti politici "furiosi" e decisi a non votare il nuovo governo libico perchè il premier, hanno detto i membri del congresso più critici, "non ha consultato noi né nessun altro" per comporre la sua lista dei ministri. La lista di 29 nomi, tra cui una sola donna, contiene molti esponenti del governo di transizione uscente Abdelrahim al-Kib e nessun rappresentante della principale colazione liberale. Nel pomeriggio, l'esplosione della protesta: un gruppo di 100-150 dimostranti da Zawiah ha fatto irruzione nella sede dell'Assemblea nazionale, costringendo i parlamentari a rinviare la sessione speciale dedicata al dibattito sulla lista dei ministri del nuovo governo. I dimostranti ha lasciato l'edificio dopo qualche ora ma sono rimasti all'esterno. Intanto, dall'entourage del ministro degli Esteri francesi Laurent Fabius fanno sapere che la sua visita nel paese prevista sabato è stata rinviata. Infine il voto del parlamento che ha respinto la lista del premier obbligandolo a presentarne una nuova. Parlando alla televisione Abushagur ha annunciato che presenterà un nuovo elenco domenica e che ha intenzione di cambiare alcuni dei ministri. ATS
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