
Sono oltre 250 le vittime dei bombardamenti sulla folla avvenuti oggi a Tripoli, secondo Al Jazira. La televisione satellitare araba cita testimoni nella capitale libica che hanno raccontato come attacchi aerei siano avvenuti su cortei durante i funerali delle vittime delle violenze dei giorni scorsi. Il vice-ambasciatore libico all'Onu ha invocato un intervento internazionale contro quello che ha definito "un genocidio" perpetrato dal regime di Tripoli e ha chiesto che venga istituita una "no fly zone" su Tripoli, riferisce la BBC nel suo sito internet. Secondo l'emittente britannica l'intera delegazione libica presso le Nazioni Unite ha chiesto un'azione internazionale. Nell'esercito libico vi sarebbero intanto tensioni tali da far supporre un colpo di stato militare contro il colonnello Gheddafi. Secondo quanto ha riferito all'agenzia italiana ANSA un esule che cita fonti dalla Libia, il regime "è stato già mollato dall'esercito", e quattro delle principali tribù libiche, spina dorsale del sistema, stanno marciando su Tripoli per unirsi alla rivolta contro il colonnello Gheddafi. La fonte, che ha chiesto l'anonimato per paura di rappresaglie contro la famiglia rimasta nel Paese, non ha potuto precisare né per quando è previsto l'arrivo delle tribù nella capitale né di quanti uomini si tratti, ma ha detto che che la defezione delle tribù è un durissimo colpo per il regime. Secondo un giornalista della Reuters, a Tripoli le forze dell'ordine si sono date a saccheggi di uffici e banche, e gli edifici pubblici sono in fiamme. Anche una stazione di polizia alla periferia est della capitale è in fiamme. ATS
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