
Secondo il comandante dell'aviazione libica, Saqer al-Joroushi, sono stati "40-50" i terroristi dello Stato islamico (IS) uccisi finora nei raid su Derna. Lo riferiscono media libici. Citando altre fonti viene precisato che uno degli obiettivi è stato il quartier generale della società "Jebel" che l'IS sta usando come propria "base". Vi sarebbero stati in tutto quattro raid sulla città. Secondo al-Joroushi i raid aerei egiziani hanno colpito accampamenti dei jihadisti anche a Bengasi e Sirte. Il comandnate ha anche indicato che "altri raid aerei saranno compiuti oggi e domani in coordinamento con l'Egitto". In dichiarazioni ad al-Arabiya riportate dal sito dell'emittente, il generale ha detto che "Egitto e Libia stanno combattendo un'unica guerra". Intanto il presidente della Repubblica francese, François Hollande, ha sottolineato - in una telefonata con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi - "l'importanza che il Consiglio di sicurezza si riunisca e che la comunità internazionale decida nuove misure per far fronte" all'estensione delle operazioni dello Stato islamico in Libia. Stando a una nota dell'Eliseo, Hollande ha espresso la sua solidarietà a Sisi dopo l'uccisione di 21 egiziani in Libia. Anche il ministero degli esteri egiziano ha chiesto alla comunità internazionale di assumersi le "proprie responsabilità" e di prendere "misure contro le postazioni" dell'IS e delle altre formazioni terroristiche in Libia. "L'Egitto ribadisce la sua richiesta agli Stati membri della coalizione internazionale contro il terrorismo, di cui fa parte, di assumersi le proprie responsabilità politiche e di prendere misure contro le postazioni della formazione terroristica Daesh (l'IS in arabo) e le altre formazioni sul territorio libico, le quali rappresentano una minaccia chiara per la sicurezza e la pace internazionali", si afferma in un comunicato del ministero che conferma il "diritto" egiziano, sancito dall'Onu, "a difendere i propri cittadini all'estero". Da parte sua Fajr Libya, la coalizione di milizie filo-islamiche al potere a Tripoli, ha lanciato un appello sulla sua pagina Facebook a manifestare oggi, dopo la preghiera del pomeriggio, contro "i raid compiuti stamattina dal terrorista Abdel Fattah al-Sisi e la sua aviazione" sulla Libia.
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