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Estero
Libia: insorti, finiti soldi e Occidente non ci aiuta
Redazione
15 anni fa

Il ministro libico del Petrolio e delle Finanze del Consiglio nazionale di transizione ha denunciato che le risorse sono finite, accusando l'Occidente di non mantenere le promesse fatte ai ribelli. "Noi non abbiamo contanti - ha detto Ali Tarhouni - Stiamo esaurendo ogni risorsa". "È un fallimento completo - ha continuato Ali Tarhouni - O loro (i paesi occidentali) non capiscono, o a loro semplicemente non interessa". "Non stiamo producendo petrolio per i danni. E non mi aspetto che la produzione riprenda a breve - ha spiegato -. Le raffinerie non hanno greggio, quindi non lavorano". Al reporter che gli ha chiesto come in questo scenario le 'istituzioni' dei ribelli possano sopravvivere, Tarhouni ha risposto: "C'è gente che è morta per questa rivoluzione. E ancora si muore. Troveremo un modo. Una cosa è certa: non molleremo mai". Il ministro del Petrolio e delle finanze ha raccontato inoltre che i ribelli stanno trattando con compagnie straniere per una futura cooperazione, aggiungendo di non avere problemi ad avere a che fare con chi prima faceva affari con il governo di Gheddafi. A riguardo, Tarhouni ha fatto anche dei nomi, citando la tedesca Wintershall e la francese Total come compagnie con le quali ci sarebbero già contatti in corso. "Noi abbiamo bisogno di aiuto. E rispettiamo e ci adattiamo a ogni contratto. L'unico nemico che abbiamo - ha concluso - è Gheddafi, i suoi sicari e i suoi criminali. Sul mercato e fra le compagnie non ho alcun nemico". ATS

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