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Estero
Libia: inchiesta, uso sistematico stupro maschile come arma
Redazione
9 anni fa

Nella Libia in preda all'anarchia e divisa fra milizie armate, lo stupro maschile viene praticato "sistematicamente" come strumento di umiliazione e dominazione essendo nella cultura araba la sodomia un tabù assoluto e un'onta socialmente irreparabile. In diversi casi le vittime venivano gettate in una una stanzetta con altri detenuti, ai quali veniva ordinato di sodomizzarle, dietro la minaccia di morte. Lo scrive il quotidiano britannico The Guardian sulla base di dolorose testimonianze dirette raccolte da un'inchiesta svolta da una ong libica e da un giornalista di Le Monde. Il quotidiano francese, che ha condiviso l'inchiesta con il Guardian e un pool di giornali fra cui l'italiano La Stampa, ha raccolto testimonianze e anche filmati di stupri di uomini con l'utilizzo di diversi strumenti, come manici di scopa e perfino razzi. In particolare un testimone, Ahmed, ha raccontato di essere stati detenuto per quattro anni in una prigione a Tomina, alle porte di Misurata. "Ti separano (dagli altri) per soggiogarti", ha raccontato l'uomo. Ha raccontato di essere stato costretto a sodomizzarsi da solo con un manico di scopa fissato al muro se avesse voluto mangiare. "'Soggiogare' è l'espressione da loro usata. E significa che non potrai mai più rialzare la testa, anche perché loro filmano il tutto con i loro telefonini". Le persone che subiscono questo tipo di umiliazione si considerano troppo danneggiate per poter ritornare alla loro vita pubblica.

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