
Un'avanzata inarrestabile iniziata domenica pomeriggio in poche ore ha fatto crollare il regime di Gheddafi, a pochi giorni (1° settembre) dal 42mo anniversario della rivoluzione. I ribelli libici hanno conquistato Tripoli, catturato tre dei suoi figli: Saif, Saadi e Mohammed. Una folla di cittadini è scesa nelle strade e nelle piazze di Tripoli per festeggiare la liberazione da parte dei ribelli anti-Gheddafi, che poco dopo le 22 hanno reso noto di essere arrivati nel centro della capitale, sulla grande Piazza Verde, simbolo della rivoluzione del Rais. Secondo il corrispondente di Al Jazeera i ribelli hanno preso il controllo completo della base aerea di Mitiga, che in precedenza era stata teatro di scontri con le forze lealiste. Nel pomeriggio alcune voci volevano Gheddafi in fuga, ma lo stesso Colonnello in un discorso audio aveva smentito: "Rimarrò a Tripoli fino alla fine, ma ho paura che brucerà". E chiamava a raccolta i suoi fedeli: "Venite da tutte le regioni per liberare la capitale dai ribelli". Durante gli scontri di Tripoli, secondo un bilancio ufficiale, sarebbero morte 376 persone tra forze lealiste e ribelli, un migliaio i feriti. Nessuna resa. Nessun passo indietro. Muammar Gheddafi parlava così ai fedelissimi poche ore prima del crollo. "Sono qui a Tripoli, non possiamo andare via". Il colonnello libico affermava che "non ci possiamo arrendere, resisteremo fino all'ultima goccia di sangue, sono qui come vi ho promesso". Ma chiedeva aiuto: "Ho paura che Tripoli brucerà. Venite da tutte le regioni, dobbiamo liberare la capitale dai ribelli".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

