
In Libia 35 membri delle forze di sicurezza ma anche giudici, giornalisti e attivisti sono stati assassinati in media ogni mese a Bengasi e Derna, in attentati mirati da gennaio a giugno 2014. È quanto constatato da Human Right Watch (Hrw). La Cirenaica, la regione orientale della Libia, è diventata dalla fine della rivoluzione del 2011, che ha deposto la dittatura di Muammar Gheddafi, teatro di scontri e omicidi. Secondo Hanan Salah di Hrw, le violenze contro ufficiali hanno raggiunto anche la capitale e la città di Sirte. Nonostante nessun gruppo abbia mai rivendicato la responsabilità di questi attacchi, il governo, ma anche residenti e analisti, attribuiscono i numerosissimi atti di violenza quasi giornalieri a gruppi estremisti, come Ansar Al Sharia, ritenuto tra l'altro responsabile dell'attacco al Consolato americano del settembre 2012 in cui persero la vita l'ambasciatore Chris Stevens e tre altri statunitensi. Altre fonti accusano invece i lealisti di Gheddafi.
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