
Le forze di Muammar Gheddafi hanno ucciso finora circa 10mila persone durante i combattimenti in Libia e ne hanno ferite 30mila, mentre altre 20mila sono disperse. Lo ha detto oggi un rappresentante del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), Ali Al Isawi. La comunità internazionale fermi il massacro di civili a Misurata, città sotto l'assedio delle forze di Gheddafi che "preparano un attacco devastante nelle prossime ore" e "vogliono impedire con la forza l'arrivo di aiuti umanitari", si legge in un comunicato ufficiale del Cnt. Il Cnt chiede che "vengano assunte tutte le misure per implementare la risoluzione Onu 1973 per proteggere i civili, dichiarando Misurata una zona protetta dalla comunità internazionale, e assicurando l'arrivo in città degli aiuti umanitari", prosegue il comunicato del Cnt, ribadendo che negli ultimi giorni i soldati di Gheddafi bombardano la città non solo con l'artiglieria, ma anche con i micidiali missili Grad. Il Cnt chiede anche alla comunità internazionale sostegno materiale: la messa a disposizione di "parte" dei finanziamenti incassati dal congelamento dei beni a società o persone legate al regime di Gheddafi, ma anche "un'azione più efficace da parte della Nato, oppure in alternativa, la possibilità di essere aiutati con la consegna di armi. Non per offendere, ma per difendersi". Lo ha riferito il portavoce della Farnesina Maurizio Massari, parlando dei contenuti dell'incontro di oggi tra il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e il rappresentante per la politica estera del Cnt, Ali al Isawi, a Roma. ATS
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