
Nell'esercito libico vi sarebbero tensioni tali da far supporre un colpo di stato militare contro il colonnello Gheddafi. D'altro canto, quattro delle principali tribù del Paese, spina dorsale del sistema, starebbero marciando su Tripoli per unirsi alla rivolta, mentre un gruppo di leader musulmani ha chiamato alla rivolta contro la leadership.Intanto la tv satellitare Al Jazira in una scritta in sovraimpressione dice che le forze aeree stanno bombardando i manifestanti a Tripoli. In precedenza il quotidiano libico Qurina aveva affermato che il ministro della Giustizia si è dimesso in segno di protesta "per l'eccessivo uso di violenza contro le manifestazioni".Una fonte libica imprecisata ha comunicato alla tv satellitare Al Jazira che "il popolo sentirà buone notizie entro la fine della giornata". Secondo le stesse fonti, violenti scontri sono in corso tra quello che resta delle Guardie dei Comitati Rivoluzionari pro-Gheddafi ed i militari ribelli, al comando del capo di stato maggiore aggiunto, El Mahdi El Arabi. In questi scontri sarebbe rimasto gravemente ferito il comandante delle forze speciali, Abdalla El Senoussi, che potrebbe essere già morto.Anche secondo quanto ha riferito all'agenzia italiana ANSA un esule che cita fonti dalla Libia, il regime "è stato già mollato dall'esercito", e quattro delle principali tribù libiche, spina dorsale del sistema, stanno marciando su Tripoli per unirsi alla rivolta contro il colonnello Gheddafi. La fonte, che ha chiesto l'anonimato per paura di rappresaglie contro la famiglia rimasta nel Paese, non ha potuto precisare né per quando è previsto l'arrivo delle tribù nella capitale né di quanti uomini si tratti, ma ha detto che che la defezione delle tribù è un durissimo colpo per il regime.Secondo un giornalista della Reuters, a Tripoli le forze dell'ordine si sono date a saccheggi di uffici e banche, e gli edifici pubblici sono in fiamme. Anche una stazione di polizia alla periferia est della capitale è in fiamme.Nella Piazza Verde di Tripoli si sta intanto preparando un megaraduno. Un testimone ha riferito all'ANSA che "in queste ore migliaia di cittadini starebbero affollando Piazza Verde".Alla Reuters, un gruppo di leader musulmani libici, chiamato Rete dei liberi ulema di Libia, ha detto che la rivolta contro la leadership è un dovere divino di ciascuno. "Hanno dimostrato una totale, arrogante, impunità e hanno continuato, e anche intensificato, i loro crimini sanguinosi contro l'umanità. Hanno così dimostrato una totale infedeltà alla guida di Dio e del suo amato Profeta (la pace sia con lui). Questo li rende immeritevoli di qualsiasi obbedienza o sostegno e fa della ribellione contro di loro, con tutti i mezzi possibili, un dovere divino".ATS
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