
Le dimissioni per la vicenda dell'estradizione dell'ex premier libico Baghdadi el Mahmudi non figurano nell'agenda di Moncef Marzouki, nonostante in molti, soprattutto sui social network, gliele stiano sollecitando. Lo ha ribadito Imed Daimi, direttore del gabinetto presidenziale, nel corso di una intervista radiofonica nella quale ha definito l'estradizione, decisa dal governo, "un colpo di pugnale alla schiena", essendone stata data notizia un'ora e mezzo dopo che Mahmudi era già nelle mani delle autorità di Tripoli. Per Daimi, l'estradizione è un enorme errore politico, che nuoce alla Tunisia sul piano internazionale perché in contraddizione con il dettato della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status di rifugiato politico. La stessa convenzione in virtù della quale, ha detto Daimi con una stoccata all'attuale governo, "Paesi come il Regno Unito, la Francia e la Svizzera avevano rifiutato, al tempo di Ben Ali, di estradare in Tunisia i militanti di Ennahdha". ATS
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