
"33 morti e più di 71 feriti" è il bilancio del duplice attentato perpetrato ieri sera con due autobombe a Bengasi, nell'est della Libia. Lo riferisce il sito di Sky News Arabia, senza precisare le proprie fonti. Citando "l'ospedale Al Galaa", il sito della tv Libya's Channel indica invece "25 morti e 51 feriti", quale "risultato delle due esplosioni di ieri nella zona di Al Salmani". L'attentato, compiuto con due autobomba, è avvenuto intorno alle 21 ora locale nel quartiere al-Salmani proprio nel momento in cui i fedeli stavano uscendo dalla moschea al termine della preghiera serale. Tra le vittime vi sono anche alti esponenti della località più importante della Cirenaica. Tra i feriti, secondo quanto è stato possibile apprendere, vi sarebbero Almahdi Al Falah capo dell'Intelligence department, Internal security e state security, mentre sarebbe morto Ahmed Alfaytori, capo del dipartimento delle unità investigative. Ferito anche, stando a notizie ancora non confermate ufficialmente, il colonnello Belkasim Al Obaidi, del Direttorato della Sicurezza di Bengasi. Nell'area è scattata una vasta operazione delle forze di sicurezza alla ricerca della cellula terroristica che, secondo le stesse fonti, apparterrebbe allo Shura Council of Benghazi Revolutionary, una coalizione di milizie integraliste islamiche tra cui la più nota è Ansar al-Sharia ma che comprende anche la brigata 17 Febbraio, la brigata Rafallah al-Sahati e altri gruppi terroristici. La città di Bengasi è teatro da più di tre anni di un conflitto sanguinoso tra le forze leali al generale Khalifa Haftar e gli integralisti islamici. L'esercito nazionale libico di Haftar negli ultimi tempi ha più volte affermato di aver sconfitto gli integralisti e di avere il controllo dell'area portuale. Ma gli attentati fuori dalle moschee, seppure meno frequenti, sono continuati. I combattimenti a Bengasi sono parte del sanguinoso conflitto scatenato in Libia da molteplici fronti dopo la caduta, nel 2011 dell'allora leader libico Muammar Gaddafi.
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