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Estero
Libia: CPI, ONU agisca per consegnarci figlio Gheddafi
Redazione
12 anni fa

La Corte penale internazionale (Cpi) ha presentato un ricorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, lamentando il fatto che la Libia non gli abbia consegnato il figlio del defunto dittatore libico Muammar Gheddafi, Seif al-Islam. "La Corte - si legge in un comunicato del Tribunale che ha sede all'Aja - ritiene opportuno stabilire che la Libia non ha rispettato le richieste di cooperazione da parte della Corte e ha rinviato la causa al Consiglio di Sicurezza". I giudici della Cpi vogliono che il Consiglio di Sicurezza "consideri le possibili misure per ottenere la cooperazione della Libia". La Libia e la Cpi sono in competizione per il diritto di giudicare Seif al-Islam per la sanguinosa repressione della rivolta del 2011, ma le loro aspirazioni sono ostacolate dal fatto che l'imputato è nelle mani degli ex-ribelli nel sud-ovest di Tripoli dal novembre 2011. Seif al-Islam, 42 anni, è oggetto di un mandato d'arresto della Cpi per crimini contro l'umanità presumibilmente commessi in Libia nel febbraio 2011 durante la rivolta che ha portato la caduta del regime di Gheddafi. L'Aja è convinta che la Libia non sia in grado di offrirgli un processo equo.

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