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Estero
Libia: colpito bunker Gheddafi, ma rais "non è bersaglio"
Redazione
15 anni fa

Ancora bombe e missili sulla Libia. È stato colpito anche un edificio del 'bunker' di Muammar Gheddafi a Tripoli nel secondo giorno dell'operazione 'Odissey Dawn' della coalizione internazionale, che ha visto la prima missione anche di caccia italiani al fianco dei jet statunitensi, britannici e francesi. Intanto, per bocca dell'ammiraglio William Gortney, il Pentagono ha fatto sapere che Gheddafi "non è nella lista dei bersagli della coalizione". E una fonte della stessa coalizione lo ha ribadito nel confermare che il complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza di Muammar Gheddafi, è stato obiettivo di un raid aereo in quanto si ritiene che dal suo interno si eserciti il comando e il controllo sulle forze libiche e che è proprio ridurre il potenziale militare delle forze fedeli a Gheddafi lo scopo dell'intervento della coalizione. Ieri in serata alcuni giornalisti occidentali erano stati effettivamente portati al complesso che ospita il bunker del rais, dove era stato loro mostrato un edificio completamente distrutto "da un missile", aveva spiegato un portavoce del governo libico. Il ministero della Difesa britannico ha inoltre reso noto che i caccia della Raf hanno sorvolato nuovamente la Libia nella serata di ieri ma senza sferrare alcun attacco per via della presenza di civili nell'area presa di mira. A Bengasi, secondo testimonianze raccolte dalla Bbc, nella tarda serata di ieri sono proseguiti scontri ed è stato segnalato l'uso di granate, colpi di mortaio e artiglieria leggera. Dall'inizio della ribellione contro il regime di Muammar Gheddafi, sono stati uccisi 8 mila libici che hanno aderito alla rivolta, ha detto all'emittente panaraba Al Jazira il portavoce degli insorti, Abdel Hafiz Ghoga. "I nostri martiri sono stati più di ottomila", ha affermato. Oltre 3.800 profughi hanno attraversato il confine tra la Libia e l'Egitto soltanto ieri, il 70% in più dei giorni scorsi, riferisce l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati. Un portavoce dell'Unhcr ha detto che membri dell'organizzazione al confine hanno visto libici passare la notte nelle loro macchine e poi tornare in Libia la mattina. ATS

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