
Settimana nera per la stampa libica. Un settimanale, Oea, e un'agenzia di stampa, la Libya Press, sono stati chiusi e una trentina di giornalisti risultano in carcere, almeno secondo quanto riferito ieri dalla televisione araba Al Jazira. A subire il duro colpo sono testate e giornalisti del gruppo editoriale "Al Ghad" (il domani) che fa capo a Seif al Islam Gheddafi, il figlio del Leader libico. La notizia è stata data anche un altro media del gruppo, "Qurina" e la conferma è arrivata da alcuni giornalisti di Al Ghad, sentiti dall'Ansa, che preferiscono conservare l'anonimato. Oea già ridotto qualche mese fa da quotidiano a settimanale, è stato chiuso mercoledì scorso e rimane operativo solo in forma ridotta il suo sito internet dove da ieri è comparso un comunicato del direttore stesso in cui si chiede l'immediata scarcerazione dei propri giornalisti. Secondo fonti locali non ufficiali il motivo dell'avvenuta chiusura sarebbe da ricercare in un articolo apparso mercoledì scorso che è stato letto come un duro attacco al governo del Primo Ministro in carica, Baghdadi Ali al-Mahmoudi e in una inchiesta avviata da Libya Press su un alto funzionario dei Comitati rivoluzionari. ATS
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