Live Crisi in Medio Oriente
La Commissione Ue verserà 50 milioni all'Unrwa
© Shutterstock
© Shutterstock
2 giorni fa
Tutti gli aggiornamenti sulla situazione in Medio Oriente nel nostro live.
15 ore fa
MEDIO ORIENTE
Usa hanno iniziato il lancio di aiuti a Gaza dagli aerei
Tre C-130 dell'Air Force hanno lanciato 66 pacchetti con 38mila pasti. Ma secondo alcuni funzionati dell'amministrazione americana non è comunque sufficiente

Gli Stati Uniti hanno iniziato il lancio di aiuti a Gaza da aerei militari. Lo riferisce un funzionario americano. Tre C-130 dell'Air Forces Central hanno lanciato a Gaza 66 pacchi contenenti circa 38.000 pasti alle 8.30 ora americana, le 14.30 in Svizzera, secondo quanto hanno riferito due funzionari Usa al Washington Post.

"Ma non basta"

Un alto funzionario dell'amministrazione americana ha sottolineato che il lancio di aiuti umanitari su Gaza "non può sostituire il necessario ingresso di assistenza via terra". Un altro alto funzionario americano ha ribadito quanto riferito ieri dal presidente Joe Biden e cioè che gli Usa stanno prendendo in considerazione anche la possibilità di inviare aiuti via mare.

17 ore fa
MANIFESTAZIONE
500 persone manifestano a Berna per ricordare le vittime a Gaza
Foto di archivio
Foto di archivio
Avvolti in lenzuola bianche cosparse di sangue finto, i partecipanti si sono stesi a terra per chiedere di adottare misure concrete per porre fine al genocidio

Circa 500 persone hanno manifestato oggi in Piazza federale a Berna per commemorare le 30'000 vittime civili della guerra nella Striscia di Gaza e chiedere di porre fine elle violenze. Scopo dell'azione è di attirare l'attenzione sulla perdita di vite umane nel genocidio di Gaza e sottolineare la necessità di porre fine alla violenza e di fornire aiuti umanitari ai palestinesi, ha scritto il gruppo "Action for Palestine" alla vigilia dell'evento.

I manifestanti rappresentano le persone uccise avvolgendosi in lenzuola cosparse di sangue finto

Durante l'azione, i partecipanti si sono avvolti in lenzuola bianche cosparse di sangue finto e si sono stesi a terra per rappresentare i civili, i giornalisti e i medici che hanno perso la vita a Gaza, hanno spiegato gli organizzatori. I manifestanti hanno chiesto di non rimanere inerti e di adottare misure concrete per porre fine alle sofferenze e promuovere la tanto attesa pace.

19 ore fa
Crisi in Medio Oriente
Israele annuncia "pause umanitarie" nel sud della Striscia
© Shutterstock
© Shutterstock
A Rafah quelle pause saranno osservate oggi, domani e giovedì nei rioni Jneia, Salam e Sultan. A Dir el-Balah la sospensione delle attività militari avrà luogo lunedì, martedì e mercoledì nei rioni Jaffa, Sheikh Yamani e Salam.

L'esercito israeliano ha annunciato oggi una serie di "pause umanitarie" di quattro ore ciascuna per consentire alla popolazione di due località situate nel sud della Striscia di Gaza - Rafah e Dir el-Balah - di provvedere ai rifornimenti necessari. Lo ha reso noto su X il portavoce militare Avichay Adraee.

"Situazione di emergenza"

A Rafah quelle pause saranno osservate oggi, domani e giovedì nei rioni Jneia, Salam e Sultan. A Dir el-Balah la sospensione delle attività militari avrà luogo lunedì, martedì e mercoledì nei rioni Jaffa, Sheikh Yamani e Salam. A Rafah, riferiscono fonti locali, permane una situazione di emergenza costante dopo che - su pressione dell'esercito israeliano - vi sono sfollati oltre un milione di palestinesi originari da altre zone della Striscia. A Dir el-Balah, aggiungono le fonti locali, la situazione è invece ancora sotto controllo, anche perché ancora non vi sono penetrate le forze di terra israeliane, che pure sono impegnate nella vicina Khan Yunis.

un giorno fa
Crisi in medio oriente
Costituzione Radicale a Cassis: "La Svizzera si sta muovendo con condiscendenza verso Israele"
Il movimento scrive al direttore del DFAE lamentando una "politica di indulgenza verso un paese che si sta macchiando da anni di violazioni gravissime del diritto internazionale”.

La Svizzera, anziché svolgere una funzione di neutralità imparziale e laica, si sta muovendo con condiscendenza verso uno Stato, Israele, fondamentalmente religioso, privo di una Carta costituzionale e che mostra di non avere alcun rispetto per il diritto internazionale. È la critica espressa in una missiva indirizzata al consigliere federale Ignazio Cassis da Costituzione radicale, secondo cui il ruolo del Governo “è quello di operare a favore dell’equilibrio e della stabilità nel mondo e di promuovere il rispetto delle leggi internazionali”.

“Violazioni gravissime del diritto internazionale”

Purtroppo, secondo i mittenti della lettera, “dobbiamo prendere atto che si sta perpetrando una politica internazionale di indulgenza in funzione di interessi specifici, verso un paese che si sta macchiando da anni di violazioni gravissime del diritto internazionale”. Tra queste viene citata l’approvazione nel 2023, da parte del governo Netanyahu, “della costruzione di più di diecimila unità abitative nei territori della Cisgiordania, occupati dalla fine della Guerra dei Sei Giorni del 1967 e considerati da quasi tutta la comunità internazionale terra palestinese”. Si tratta “di un vero e proprio insediamento vietato esplicitamente dalla Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949”.

La situazione a Gaza

Nella striscia di Gaza, “fermo restando la decisa condanna dell’esecrabile atto terroristico perpetrato da Hamas il 7 di ottobre 2023, l’embargo illegale imposto da Israele sta portando ad una crisi umanitaria di dimensioni abnormi: 2 milioni di persone si trovano sostanzialmente senza luce, acqua potabile, assistenza medica”. Il movimento Costituzione Radicale, infine, si dice “estremamente preoccupato” per la posizione che la Svizzera ha in merito ai contributi all’agenzia UNRWA, che ha un ruolo essenziale per la tutela e il soccorso di tutti quei civili e profughi palestinesi “che non hanno sostanzialmente alcuna tutela”.

2 giorni fa
Medio Oriente
Berna sulla situazione a Gaza si dice "profondamente preoccupata"
È quanto scrive il Dipartimento federale degli affari esteri su X.

La Svizzera è "profondamente preoccupata" per il numero molto elevato di vittime civili segnalate in occasione di una distribuzione di aiuti umanitari ieri a Gaza. "Tali avvenimenti sono inaccettabili, chiarimenti sono essenziali", indica oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il rispetto del Diritto internazionale umanitario è "imperativo" e un cessate il fuoco umanitario immediato è necessario per proteggere i civili e fornire l'aiuto umanitario, aggiunge il DFAE in un messaggio pubblicato sulla rete sociale X (ex Twitter), scrivendo che "i pensieri vanno alle famiglie delle vittime".

Versioni contrastanti

Secondo l'ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite Riyad Mansur, migliaia di persone si erano radunate nel nord di Gaza quando sono arrivati gli aiuti. "E poi l'esercito israeliano ha improvvisamente iniziato a sparare contro di loro", ha detto Mansur. Secondo l'autorità sanitaria della Striscia di Gaza, controllata da Hamas, più di cento persone sono state uccise e diverse centinaia ferite. Il portavoce dell'esercito israeliano Daniel Hagari ha respinto le accuse: "Non c'è stato alcun attacco da parte dell'esercito israeliano al convoglio di aiuti". Ha parlato di una calca caotica in cui le persone sono state calpestate a morte.

2 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
La Commissione Ue verserà 50 milioni all'Unrwa
Lo comunica l'esecutivo comunitario in una nota.

La Commissione europea procederà al pagamento di 50 milioni di euro all'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, e ad aumentare il sostegno di emergenza ai palestinesi di 68 milioni di euro nel 2024. Lo comunica l'esecutivo comunitario in una nota.

Finanziamenti

Il 29 gennaio la Commissione europea aveva annunciato una valutazione dei finanziamenti all'Unrwa alla luce delle accuse su diversi membri del personale dell'agenzia negli attacchi del 7 ottobre. A seguito degli scambi con la Commissione, l'Unrwa ha indicato di essere pronta a garantire che venga effettuata una revisione del suo personale per confermare che non abbia partecipato agli attacchi e che siano messi in atto ulteriori controlli per mitigare tali rischi in futuro. Ha acconsentito all'avvio di un audit condotto da esperti esterni nominati dall'Ue, che esaminerà i sistemi di controllo per prevenire il possibile coinvolgimento del personale e delle risorse in attività terroristiche. L'Unrwa è d'accordo sul rafforzamento del suo dipartimento di investigazioni interne e della governance che lo circonda. Oggi l'agenzia e la Commissione hanno confermato un'intesa su tali punti. Su questa base, l'esecutivo erogherà quindi una prima tranche di 50 milioni di euro degli 82 milioni di euro previsti per l'Unrwa per il 2024. La seconda e la terza tranche di 16 milioni di euro saranno erogate in linea con l'attuazione dell'accordo.

Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Quanto agli ulteriori 68 milioni di euro a sostegno della popolazione palestinese in tutta la regione, verranno finanziati attraverso partner internazionali come la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa. Si aggiungono a previsti aiuti per 82 milioni di euro da implementare attraverso l'Unrwa nel 2024, portando il totale a 150 milioni di euro. L'esecutivo blustellato ha anche stanziato 125 milioni in aiuti umanitari a favore dei palestinesi per quest'anno e annuncia che oggi appalta i primi aiuti per 16 milioni di euro. "Siamo al fianco del popolo palestinese a Gaza e altrove nella regione. I palestinesi innocenti non dovrebbero pagare il prezzo per i crimini del gruppo terroristico Hamas - afferma la presidente della Commissione Ursula von der Leyen -. Si trovano ad affrontare condizioni terribili che mettono a rischio la loro vita a causa della mancanza di accesso a cibo sufficiente e ad altri bisogni primari. Ecco perché quest'anno rafforziamo il nostro sostegno con altri 68 milioni di euro".

2 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
Israele libera a sorpresa 50 detenuti palestinesi
I media citano un comunicato dello Shin Bet (sicurezza interna) e dell'esercito secondo cui la decisione è giunta in seguito ad un sovraffollamento nelle carceri.

Israele ha liberato la scorsa notte a sorpresa circa 50 detenuti palestinesi che erano stati arrestati dopo il 7 ottobre. I media citano un comunicato dello Shin Bet (sicurezza interna) e dell'esercito secondo cui la decisione è giunta in seguito ad un sovraffollamento nelle carceri. Ma il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha scritto su X che in realtà quelle scarcerazioni sono state decise dallo Shin Bet come gesto di distensione in vista del Ramadan. Una mossa a suo parere errata, ha aggiunto, essendo avvenuta "nel giorno in cui due ebrei sono stati uccisi in un attentato" in Cisgiordania.

Detenuti amministrativi

Il sito Ynet spiega che si tratta di "detenuti amministrativi", sospettati cioè di attività anti-israeliane ma non condotti di fronte ad alcun giudice per la conferma della detenzione. Fonti dello Shin Bet e dell'esercito, citate dal sito, hanno aggiunto che il periodo di detenzione stabilito per loro stava comunque per scadere. Riguardo al sovraffollamento nelle carceri Ynet cita dati secondo cui dal 7 ottobre si sono aggiunti 3.400 nuovi detenuti. Molti di loro sono "terroristi di Hamas", fra cui centinaia di membri della sua unità speciale 'Nukhbe' responsabile dei massacri nei kibbutz e nelle cittadine di frontiera nel Negev. Inoltre sono stati reclusi in questi mesi anche numerosi membri di Hamas arrestati nel corso di continue retate in Cisgiordania.

3 giorni fa
Gaza
I Verdi del Ticino scrivono a Cassis: "Bisogna sbloccare i finanziamenti per l'Unrwa"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
È il contenuto di una lettera aperta scritta dagli ecologisti ticinesi al ministero ticinese degli esteri. "Le accuse contro i 12 impiegati dell'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) sono pesanti, ma questo non può essere un pretesto per bloccare gli aiuti".

"Le accuse contro i 12 impiegati dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) su un totale di 30mila dipendenti sono pesanti e devono essere accertate da una commissione d’inchiesta e giudicate da un tribunale indipendente, ma questo non può essere preso come pretesto per interrompere gli aiuti ai rifugiati, vista l’urgenza vitale". È il contenuto di una lettera aperta che i Verdi del Ticino oggi hanno spedito al consigliere federale Ignazio Cassis, a capo del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), e al Consiglio federale.

"Il pagamento contribuisce a evitare la morte per fame"

Nella lettera, viene spiegato come "il mancato pagamento previsto da parte della Confederazione a favore dell’UNRWA (Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi), ha ripercussioni drammatiche sulla sopravvivenza della popolazione palestinese già stremata da oltre quattro mesi di guerra". Questi soldi, scrivono i Verdi del Ticino, "contribuiscono a evitare la morte per fame e malattie a due milioni di rifugiati ammassati a Gaza e altri quattro milioni in altri campi profughi sparsi nei territori occupati e in altri paesi del Medioriente".

"È prioritario aiutare il popolo palestinese"

In linea con la forte tradizione umanitaria della Svizzera, "riteniamo urgente assicurare la prosecuzione dell’importantissimo lavoro svolto dall’UNRWA a favore dei rifugiati palestinesi, anche con lo scopo di non diventare complici di un massacro annunciato. Ora è prioritario aiutare il popolo palestinese il prima possibile. Per questo esortiamo lei, onorevole Ministro degli esteri Ignazio Cassis, ed esortiamo il Consiglio Federale a sbloccare e corrispondere con urgenza il finanziamento dell’UNRWA già previsto dalla Confederazione per l’anno 2024".

 

 

3 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
I pacchi di aiuti umanitari sono caduti in Israele per colpa del vento
Lo ha riferito la radio militare tranquillizzando poi la popolazione che essi "non rappresentano alcun pericolo".

Pacchi di aiuti umanitari, lanciati oggi da un aereo giordano verso il nord della Striscia di Gaza, sono stati trasportati dal vento e sono caduti in territorio israeliano. Lo ha riferito la radio militare tranquillizzando poi la popolazione che essi "non rappresentano alcun pericolo". L'emittente pubblica Kan ha intanto rilevato che oggi è il quarto giorno consecutivo che aerei di paesi amici di Israele conducono lanci di aiuti verso la Striscia di Gaza. Finora, ha aggiunto l'emittente, i lanci avevano interessato il sud della Striscia, nell'area compresa fra Khan Yunis e Rafah. Oggi sono stati lanciati nel settore nord, a Jabaliya e presso l'Ospedale Indonesiano.

3 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
La Nuova Zelanda designa Hamas come "entità terroristica"
"L'organizzazione nel suo complesso è responsabile di questi terribili attacchi terroristici", dichiara il governo neozelandese.

La Nuova Zelanda ha designato l'intera Hamas come "entità terroristica", sostenendo che l'intero movimento islamista, compresa la sua ala politica, è "responsabile" degli attacchi del 7 ottobre. "L'organizzazione nel suo complesso è responsabile di questi terribili attacchi terroristici", dichiara il governo neozelandese. "Gli attacchi terroristici di Hamas dell'ottobre 2023 sono stati brutali e li abbiamo condannati in modo inequivocabile", afferma il primo ministro Christopher Luxon in un comunicato. La Nuova Zelanda era uno dei pochi paesi occidentali a non aver fatto questo passo: considerava le Brigate Al-Qassam, l'ala militare di Hamas, un'entità terroristica dal 2010, ma finora il paese era stato riluttante a seguire l'esempio di altri paesi occidentali designando l'intero gruppo come "terrorista".

3 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
Oltre 30mila morti da inizio guerra
Almeno 79 persone sono state uccise soltanto la scorsa notte durante gli attacchi israeliani.

Il ministero della sanità di Hamas ha annunciato che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è "di oltre 30'000" dall'inizio del conflitto con Israele il 7 ottobre. Almeno 79 persone sono state uccise soltanto la scorsa notte durante gli attacchi israeliani.

4 giorni fa
Estero
"Hamas avrebbe rifiutato l'accordo"
Lo ha riferito la Radio militare israeliana.

La Radio militare israeliana, citata dai media, ha riferito, in base ad un rapporto senza fonte, che Hamas avrebbe risposto negativamente a una proposta di accordo per un cessate il fuoco temporaneo e il rilascio degli ostaggi. Una proposta definita - in base allo stesso rapporto - "documento sionista" che non va incontro alle richieste di Hamas di una fine della guerra, il pieno ritorno degli sfollati palestinesi nel nord della Striscia e consente la liberazione di pochi detenuti palestinesi di sicurezza in cambio degli ostaggi. Non c'è alcuna conferma in Israele alla notizia né altre fonti.

Fonti diplomatiche egiziane citate dal network Al Quds - vicino ad Hamas - hanno però riferito di "un accordo preliminare" per tenere un incontro domenica prossima al Cairo per annunciare il cessate il fuoco, se verrà raggiunto una intesa. Il quotidiano del Qatar 'Al-Arabi Al-Jadid' - ripreso dai media israeliani - ha detto che c'è un'intesa generale sul cessate il fuoco e lo scambio degli ostaggi ma "i dettagli sono ancora un ostacolo".

5 giorni fa
Estero
Aiuti dal cielo su Gaza per la prima volta da inizio guerra
A partecipare all'operazione il Re Abdallah di Giordania, insieme a Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Francia.

Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Francia hanno avviato una massiccia operazione per lanciare dal cielo tonnellate di aiuti umanitari sulla Striscia di Gaza. Lo afferma il portavoce militare ufficiale delle Forze Armate egiziane su X.

Alla missione ha voluto partecipare personalmente Re Abdallah di Giordania. Secondo l'agenzia ufficiale Petra che cita una dichiarazione ufficiale dell'esercito di Amman, "la partecipazione del re conferma la costante posizione della Giordania al fianco dei fratelli palestinesi, per fornire aiuti con tutti i mezzi disponibili al popolo di Gaza". L'esercito giordano ha fatto sapere che sei aerei C-130, tra cui tre aerei della Royal Jordanian Air Force, sono decollati da Amman. Altri tre aerei partecipavano alla missione: uno proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, uno dall'Egitto e uno dalla Francia.

Il lancio di aiuti per via aerea, il primo mai effettuato sulla Striscia, "fa parte di uno sforzo di aiuto umanitario volto a fornire soccorso alla popolazione della Striscia di Gaza", ha fatto sapere l'esercito giordano, che ha anche pubblicato immagini che mostrano il re Abdullah II di Giordania all'interno di uno degli aerei della missione.

5 giorni fa
Estero
Hamas: "Le affermazioni di Biden sulla tregua sono premature"
Ci sono "ancora grandi lacune da colmare" nell'accordo prima che venga garantito un cessate il fuoco.

Un funzionario di Hamas ha detto a Reuters, come riporta Haaretz, che i commenti del presidente americano Joe Biden su una tregua a Gaza sono prematuri e non corrispondono alla situazione reale sul terreno. Secondo il funzionario ci sono "ancora grandi lacune da colmare" nell'accordo prima che venga garantito un cessate il fuoco. Non si capisce "su cosa si basi l'ottimismo" del presidente americano su una possibile tregua a Gaza entro lunedì prossimo, hanno dal canto loro detto fonti israeliane citate dai media.

5 giorni fa
Estero
Biden: "Israele fermerà le operazioni a Gaza durante il Ramadan"
Lo stop è parte di un accordo di cessare il fuoco in fase di negoziazione.

"Israele cesserà le operazioni a Gaza durante il Ramadan". Lo ha detto il presidente americano Joe Biden, precisando che lo stop fa parte delle condizioni previste da un accordo di cessate il fuoco in fase di negoziazione. "Il Ramadan si avvicina e gli israeliani hanno concordato di non impegnarsi in attività durante il Ramadan, in modo da darci il tempo di liberare tutti gli ostaggi", ha detto Biden in un'intervista sulla rete statunitense Nbc.

6 giorni fa
CRISI IN MEDIO ORIENTE
Israele: "decine di razzi da Libano verso nord del Paese"
Lo ha detto il portavoce militare. Non ci sarebbero al momento vittime.

Decine di razzi sono stati tirati dagli Hezbollah dal Libano verso le Alture del Golan in Israele. Lo ha detto, citati dai media, il portavoce militare aggiungendo che alcuni "sono stati intercettati dall'Iron Dome", il sistema di difesa antimissili. Non ci sono al momento notizie di vittime. Hezbollah ha poi affermato di aver lanciato 60 razzi katiuscia contro una base militare israeliane in Alta Galilea. E questo in risposta al raid aereo israeliano su Baalbeck, nell'alta valle della Bekaa al confine con la Siria.

6 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
Il premier palestinese ha presentato le dimissioni
Lo ha dichiarato il primo ministro Mohammed Shtayeh.

Il governo dell'Autorità palestinese, con sede nella Cisgiordania occupata, ha presentato oggi le proprie dimissioni al presidente Abu Mazen (Mahmoud Abbas), ha dichiarato il primo ministro Mohammed Shtayeh. "Ho presentato le dimissioni del governo al presidente il 20 febbraio e le presento oggi per iscritto", ha dichiarato Shtayeh a Ramallah (Cisgiordania), aggiungendo che questa decisione è stata presa "alla luce degli sviluppi legati all'aggressione contro Gaza".

L'annuncio

L'annuncio di Shtayeh è giunto all'inizio della seduta del Consiglio dei ministri, in cui il premier ha descritto a lungo la gravità della situazione creatasi a Gaza. "Io penso - ha affermato, citato da Wafa, l'agenzia di stampa ufficiale dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) - che la prossima fase richieda una riorganizzazione nel governo e nella politica che prenda in considerazione la nuova realtà nella Striscia di Gaza, i colloqui di unità nazionale e la necessità del raggiungimento di un consenso interpalestinese basato sulle fondamenta nazionali, su una vasta partecipazione, sull'unione delle file e sull'estensione della autorità dell'Anp sull'intero territorio".

6 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
Tel Aviv presenta un piano per sfollare i civili dalle zone di conflitto
Lo hanno annunciato i servizi del primo ministro Benjamin Netanyahu.

L'esercito israeliano ha presentato un piano per lo sfollamento della popolazione civile dalle "zone di combattimento" della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato i servizi del primo ministro Benjamin Netanyahu. L'annuncio precede l'attesa offensiva israeliana a Rafah, l'affollata cittadina nel sud del territorio palestinese che è stata presentata da Netanyahu come "l'ultimo bastione" del movimento islamista Hamas.

Netanyahu: "Portare in Qatar i palestinesi scambiati"

Intanto, ieri, stando a quanto riferito dal quotidiano israeliano Haaretz, una fonte di alto livello dello Stato ebraico ha affermato che Netanyahu ha chiesto di trasferire in Qatar i prigionieri palestinesi di spicco dopo lo scambio con gli ostaggi israeliani. Una richiesta avanzata solo dopo che Stati Uniti, Qatar ed Egitto avevano già presentato la loro proposta, complicando così i negoziati. "Anche se si tratta di una tattica negoziale, le sue richieste rischiano di causare danni", ha avvertito la fonte.

Usa: "Si dà fuoco fuori dall'ambasciata Israele"

Ieri un militare delle forze aeree statunitensi si è dato fuoco davanti all'ambasciata di Israele a Washington, riporta il quotidiano New York Post, secondo il quale l'uomo in uniforme prima di appiccare le fiamme avrebbe detto di "non voler più essere complice del genocidio a Gaza. Questo è un atto di protesta estremo. Free Palestine". L'uomo è ricoverato in ospedale in condizioni critiche.

7 giorni fa
Medio Oriente
Gaza, "Verso nuovo governo tecnico palestinese Anp in settimana"
Incaricato di formare il governo sarebbe il capo del Palestine Investment Fund, Muhammad Mustafa.

Una fonte palestinese ha riferito a Sky News Arabia che è probabile che il governo del primo ministro dell'Autorità Palestinese (Anp) Mohammed Shtayyeh potrebbe dimettersi a breve per favorire un nuovo governo palestinese di tecnici entro la fine di questa settimana. Secondo l'emittente, questi sviluppi rafforzano le notizie secondo cui Hamas avrebbe accettato, la settimana scorsa, la formazione di un governo tecnico la cui missione è ricostruire Gaza e ripristinare la sicurezza dopo la guerra. Fonti di Sky News Arabia suggeriscono che il capo del Palestine Investment Fund, Muhammad Mustafa, sarebbe incaricato di formare il governo.

7 giorni fa
Medio Oriente
Gaza, progressi nei colloqui: "Hamas riduce le pretese"
Hamas, stando ad alcune fonti, avrebbe rinunciato alla richiesta di un ritiro totale dell'esercito israeliano da Gaza. Ridotto sarebbe anche il numero di detenuti palestinesi che dovrebbe rilasciare Israele.

C'è un chiaro segnale di passi in avanti per un accordo sugli ostaggi israeliani ancora trattenuti a Gaza e una possibile tregua nella guerra di Israele contro Hamas. Dopo i negoziati al Cairo con la fazione islamica, i nuovi colloqui a Parigi - tra il direttore della Cia William Burns, il Qatar, l'Egitto e il capo del Mossad David Barnea - sono stati definiti "molto buoni" e forieri di "significativi progressi". Il quadro aggiornato nella capitale francese passa sia all'esame di Hamas che a quello del gabinetto di guerra israeliano. Secondo molte fonti, ad accorciare le distanze sembra aver contribuito il fatto che la fazione islamica abbia "ridotto" molte delle sue condizioni iniziali, il che potrebbe aprire, pur con tutte le cautele del caso, a una soluzione positiva "prima di Ramadan" che comincerà il 10-11 marzo.

Le condizioni

Ma Hamas frena sulle ricostruzioni dei media: Taher Anonu, capo dello staff del leader Ismail Haniyeh, ha affermato che le notizie sulle rinunce dei miliziani sono "propaganda israeliana". Per il funzionario palestinese, le condizioni poste da Hamas per un accordo restano la cessazione della guerra, il ritiro delle forze israeliane da Gaza, la revoca del blocco e la riabilitazione della Striscia di Gaza. Secondo media arabi e altre fonti, Hamas avrebbe invece rinunciato alla richiesta di un ritiro totale dell'Idf da Gaza - inaccettabile per Israele - e a un cessate il fuoco permanente in favore di una tregua iniziale di 6 settimane.

Rilascio dei prigionieri

Ridotto - secondo le stesse fonti - anche il numero dei detenuti palestinesi che Israele dovrebbe liberare in cambio dei rapiti: si parla di 200-300 nella prima fase, definita umanitaria, dell'intesa. In questo primo passaggio Hamas - secondo il sito Ynet - rilascerebbe circa 35-40 bambini, donne, adulti over 60 e malati, compresi giovani. Ma allo stesso tempo chiederebbe comunque che il ritiro dell'Idf dai centri più abitati e il rientro degli sfollati dal sud al nord della Striscia. "Siamo ancora lontani da un accordo ma Hamas - ha spiegato un alto funzionario politico israeliano - ha abbandonato alcune sue richieste in seguito all'irrigidimento del premier Netanyahu". Ora, "qualsiasi ulteriore progresso - ha sintetizzato una fonte diplomatica, citata da Haaretz - è nelle mani di Hamas".

Netanyahu: "Al lavoro per il rilascio degli ostaggi"

Che la situazione sia in movimento, lo ha detto anche il premier Benyamin Netanyahu confermando che si "sta lavorando per ottenere un altro schema per il rilascio dei nostri ostaggi". L'obiettivo - ha detto - "è discutere i prossimi passi dei negoziati". Ma il premier non ha certo accantonato la pressione militare con l'annunciata operazione militare a Rafah, nel sud della Striscia, dove si addensano centinaia di migliaia di sfollati palestinesi. All'inizio della prossima settimana il gabinetto di guerra ne esaminerà i piani operativi, "compresa l'evacuazione della popolazione civile", per completare "l'eliminazione dei battaglioni di Hamas". "Solo una combinazione di pressione militare e negoziati risoluti - ha ribadito - porterà al rilascio dei nostri ostaggi, all'eliminazione di Hamas". Nel frattempo, Netanyahu continua ad affrontare le proteste in piazza, con migliaia di persone scese in strada sabato a Tel Aviv, in una manifestazione non autorizzata dalla polizia, che ha risposto con idranti e 19 arresti, e con una fiaccolata a Gerusalemme.

La cronaca dal fronte

Al 141esimo giorno di guerra, l'esercito si è concentrato a Zeitun, quartiere occidentale di Gaza City, nel centro della Striscia, e nella roccaforte di Hamas a Khan Yunis, nel sud. In entrambi i luoghi l'Idf ha riferito di "intensi combattimenti" in cui sono stati uccisi "molti operativi di Hamas". Dal canto suo il ministero della Sanità di Hamas ha riferito che i morti sono arrivati dall'inizio della guerra a 29'606. Nelle disastrate condizioni umanitarie dell'enclave palestinese, l'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi, ha affermato di essere stata costretta a sospendere la consegna di aiuti nel nord di Gaza dove non è "possibile condurre operazioni umanitarie adeguate" a causa della situazione di fame e di disperazione della popolazione che sfocia in attacchi e disordini.

8 giorni fa
Estero
"Hamas rinuncerebbe al ritiro totale di Israele"
Lo ha riferito il network saudita 'A-Sharq'.

Hamas avrebbe abbassato alcune delle sue richieste nell'ambito di un nuovo accordo sul rientro degli ostaggi israeliani ancora a Gaza. Lo ha riferito - citando fonti a conoscenza del dossier - il network saudita 'A-Sharq' ripreso dai media israeliani.

L'accordo

In base a queste fonti, la fazione islamica avrebbe ridotto il numero di detenuti palestinesi da chiedere ad Israele e non porrebbe più come condizione il ritiro totale dell'esercito israeliano dalla Striscia, né un cessate il fuoco permanente, bensì una tregua iniziale di 6 settimane. L'Idf dovrebbe tuttavia ritirarsi dai maggiori centri popolati dell'enclave palestinese e ci dovrebbe essere il ritorno degli sfollati dal sud al nord della Striscia. Hamas - secondo il network saudita - vorrebbe ora il rilascio di 200/300 detenuti palestinesi nella prima fase dell'intesa.

8 giorni fa
Medio Oriente
Hamas, "Oltre 29'600 i morti a Gaza dall'inizio del conflitto"
Nel frattempo l'Agenzia per i rifugiati palestinesi lancia l'allarme: "Fra poche settimane non saremo più in grado di fornire i nostri servizi a Gaza, così come in altri luoghi".

Il ministero della Sanità guidato da Hamas ha aggiornato il bilancio dei morti a Gaza a 29'606. Dal canto suo, un portavoce dell'agenzia per i rifugiati palestinesi Unrwa ha affermato che l'organizzazione non è più in grado di fornire assistenza nel nord di Gaza, dove ha solo "pochi dipendenti. Credo che abbiamo alcune settimane, cinque o sei, forse meno. Dopodiché, non saremo in grado di continuare a fornire servizi, non solo a Gaza, ma anche in luoghi come Siria, Giordania, Libano, Cisgiordania e Gerusalemme Est", ha detto ad Al Jazeera il portavoce dell'Unrwa Adnan Abu Hasna.

La cronaca del conflitto

Intanto, Mhammed Alawya, un comandante di Hezbollah colpito da un attacco aereo israeliano contro la sua auto il 12 febbraio, è morto per le ferite riportate. Lo riferisce Haaretz citando a sua volta il notiziario libanese Al Jadid. L'esercito israeliano (Idf) ha inoltre reso noto di aver colpito durante la notte diverse postazioni di Hezbollah nel sud del Libano, come riferiscono i media israeliani. Secondo l'Idf, i siti centrati dagli aerei da combattimento a Jabal Blat includevano postazioni di lancio di razzi e altre infrastrutture appartenenti a Hezbollah. Inoltre sono state bombardate le aree vicino a Hanine e Marwahin con l'artiglieria per "rimuovere minacce". Questa mattina due razzi sono stati lanciati dal Libano sulla zona di Adamit senza provocare feriti.

9 giorni fa
Crisi in Medio Oriente
"A Gaza sono entrate oltre 250mila tonnellate di aiuti dall'inizio della crisi"
Lo ha fatto sapere il Cogat, l'ente israeliano di governo dei Territori.

Dall'inizio della guerra, a Gaza sono entrati, 13'834 camion di rifornimenti con 254'210 tonnellate di aiuti: dei primi, 8'021 hanno trasportato 167'080 tonnellate di cibo. Lo ha fatto sapere il Cogat, l'ente israeliano di governo dei Territori. Israele - hanno ricordato i media - ha negato di limitare l'ingresso degli aiuti e ha addossato la colpa sulle organizzazioni umanitarie che operano all'interno di Gaza, affermando che centinaia di camion pieni di aiuti restano inattivi sul lato palestinese.

9 giorni fa
Estero
Il piano post-guerra a Gaza di Netanyahu
L'obiettivo del primo ministro israeliano è di installare funzionari locali a Gaza non legati al terrorismo.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato ieri sera per la prima volta formalmente al gabinetto di sicurezza un documento di principi sulla gestione di Gaza dopo la guerra, con l'obiettivo di installare "funzionari locali" non legati al terrorismo per amministrare la Striscia al posto di Hamas. Il documento è stato pubblicato nella notte. Lo riportano i media israeliani. Il testo non nomina l'Autorità palestinese né esclude la sua partecipazione, ma dice che gli affari civili a Gaza saranno gestiti da "funzionari locali" con "esperienza amministrativa", non legati a "Paesi o entità che sostengono il terrorismo".

La chiusura dell'Unrwa

Uno degli aspetti chiave del piano del governo è la chiusura dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i profughi palestinesi. Dopo aver ricordato il presunto coinvolgimento di 12 membri dell'agenzia nell'attacco terroristico del 7 ottobre, il piano afferma che Israele lavorerà per sostituirla con "organizzazioni umanitarie internazionali responsabili".

Distruggere le capacità militari di Hamas

Il piano indica poi i principi nel breve termine, ovvero la continuazione della guerra fino al raggiungimento degli obiettivi: la distruzione della capacità militari e delle strutture di governo di Hamas e della Jihad islamica, il ritorno degli ostaggi e la rimozione di ogni minaccia di sicurezza da parte di Gaza.

Il ruolo dell'esercito

L'esercito - come già annunciato in passato - manterrà la libertà di operare contro attività terroristiche in tutta l'enclave palestinese in modo da impedire il risorgere del terrorismo. Quest'ultimo è indicato dal piano come principio di medio termine. Prevista anche - e quindi confermata - la creazione di una zona cuscinetto sul lato palestinese della Striscia con la precisazione che resterà in vigore "quanto richiesto dalle necessità di sicurezza".

La chiusura a sud con l'Egitto

Israele - secondo il piano - imporrà una "chiusura" al confine sud della Striscia, quello con l'Egitto, per impedire le attività di contrabbando di armi e quindi del terrorismo, incluso il valico di Rafah. La "chiusura" sarà mantenuta "per quanto possibile con l'assistenza degli Usa e in collaborazione con l'Egitto. Nella fase intermedia, Israele manterrà il controllo di sicurezza "su tutta l'area a ovest della Giordania", da terra, aria e mare, "per prevenire il rafforzamento di elementi terroristici in Cisgiordania e a Gaza per contrastare le loro minacce".

Cosa non piace a USA ed Egitto

La "completa smilitarizzazione" è legata "a quanto necessario per il mantenimento dell'ordine pubblico". Il punto che riguarda la creazione di una zona cuscinetto è foriero di contrasto con gli Usa che sostengono la necessità di mantenere l'integralità dell'attuale estensione della Striscia. Quello invece di "una chiusura" al confine sud della Striscia è avversato dall'Egitto, che ha parlato di una violazione degli accordi esistenti tra i due Paesi.

9 giorni fa
Estero
Capo dell'Unrwa Lazzarini: "L'agenzia ha toccato un punto di rottura"
Philippe Lazzarini ha scritto una lettera al presidente dell'ONU, parlando delle difficoltà con cui è confrontata l'associazione.

L'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, è arrivata a un "punto di rottura": lo ha detto il suo capo, lo svizzero Philippe Lazzarini, in una lettera al presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "È con profondo rammarico che devo informarvi oggi che l'agenzia ha raggiunto un punto di rottura, con i ripetuti appelli di Israele al suo smantellamento e al congelamento dei finanziamenti dei donatori di fronte ai bisogni umanitari senza precedenti a Gaza", ha affermato nella missiva, pubblicata su X.

11 giorni fa
Medio Oriente
Gaza, Israele scopre un tunnel di Hamas a Khan Yunis
Il portavoce militare ha poi spiegato che "il tunnel era lungo più di un chilometro e aveva alloggi e infrastrutture idriche ed elettriche".

L'esercito israeliano ha scoperto un altro importante tunnel di Hamas a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Il portavoce militare, citato dai media, ha dichiarato che si ritiene che la struttura sotterranea "sia stata usata dagli ufficiali senior" della fazione islamica. Nel tunnel i soldati dell'unità d'elite Yahalom hanno fatto irruzione nei passaggi sotterranei e trovato numerose porte minate con l'esplosivo da parte dei miliziani di Hamas. Nel corso dei combattimenti - secondo la stessa fonte - sono "stati eliminati in combattimenti ravvicinati e con altri mezzi speciali i miliziani armati". Il portavoce militare ha poi spiegato che "il tunnel era lungo più di un chilometro e aveva alloggi e infrastrutture idriche ed elettriche".

11 giorni fa
Estero
Israele, No della Knesset alla creazione di uno Stato palestinese
Il voto è passato con una maggioranza di 99 voti a favore e 11, dei partiti arabi, a sfavore.

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato la decisione del governo che si oppone ad ogni dichiarazione unilaterale di uno Stato palestinese. Il voto è passato con una maggioranza di 99 voti a favore - compresa quindi l'opposizione al governo di Benyamin Netanyahu - e 11, dei partiti arabi, a sfavore. Il leader centrista - e capo dell'opposizione - Yair Lapid ha giustificato il voto a favore ricordando di essere contrario ad ogni azione unilaterale sul tema e ha attaccato il premier reo, a suo giudizio,