
Almeno due sensori sotterranei di monitoraggio collocati da Israele nel sud del Libano sono esplosi tra ieri e oggi senza provocare danni a cose o persone. E' quanto ha reso noto l'Unifil, il contingente dei Caschi Blu schierato in Libano, che ha già svolto una serie di accertamenti in materia. Secondo una fonte dell'Onu, se i primi riscontri troveranno conferma, si tratterebbe di una violazione del cessate il fuoco tra Israele e Libano dopo l'intervento armato del 2006 attuato dallo stato ebraico contro gli Hezbollah. La prima esplosione si sarebbe verificata sabato sera e la seconda domenica mattina. Le deflagrazioni sarebbero state provocate dalle sostanze esplosive contenute nei congegni spionistici sotterranei. Non è ancora ben chiaro come e perché si siano prodotte. Una fonte dei servizi di sicurezza libanesi sostiene che ad innescarle sono stati gli israeliani quando si sono accorti che i sensori erano stati scoperti dai militari libanesi. ATS
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