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Estero
Libano: prima riunione nuovo governo per stilare programma
Redazione
17 anni fa

Il nuovo governo di unità nazionale libanese si è oggi riunito per la prima volta e ha dato vita ad un comitato di 11 ministri per elaborare un documento programmatico che sarà poi sottoposto all'approvazione del Parlamento. Alla riunione non ha partecipato il ministro Salim Sayegh, al cui partito cristiano delle Falangi è stato revocato l'unico portafoglio che ha ottenuto nel governo, formato 30 ministri, quello degli affari sociali. E' tuttavia improbabile che le Falangi lascino l'esecutivo, mentre Sayegh sarà nel comitato ministeriale che terrà la sua prima riunione nel pomeriggio di domani. Il comitato, che ha tempo un mese per completare il suo compito, è formato da sei ministri della maggioranza sostenuta dall'Arabia Saudita, quattro dell'opposizione guidata dal movimento sciita Hezbollah che ha il sostegno di Siria e Iran, e uno degli "indipendenti" nominati dal presidente Michel Suleiman. Una lista che riflette quella del governo, di cui fanno parte 15 ministri della maggioranza, 10 dell'opposizione e cinque nominati da Suleiman. Il ministro dell'informazione Tarek Mitri ha detto dopo la riunione nel palazzo presidenziale che Suleiman ha esortato il comitato a finalizzare il documento sul programma "al più presto possibile". Prevedibilmente, il documento sarà bilanciato tra il "diritto" di Hezbollah di mantenere le proprie armi in qualità di "resistenza" anti-israeliana e la necessità di Beirut di rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. La 1701, che nel 2006 ha posto fine dopo 34 giorni al conflitto tra Israele e i guerriglieri Hezbollah, stipula tra le altre cose il disarmo di "tutte le milizie libanesi e non" in Libano. Hezbollah, contrariamente alla volontà di circa la metà di libanesi, rifiuta di disarmarsi. Citando il premier Saad Hariri, Mitri ha anche affermato che "il governo è nato per lavorare e non per erigere barricate politiche" all'interno del consiglio dei ministri. Una affermazione che riflette il timore di possibili dispute tra le due anime dell'esecutivo, che ne blocchino l'attività. Una preoccupazione espressa oggi anche dalla stampa locale. Il quotidiano dell'opposizione al Akhbar ha scritto di un "governo delle due trincee", mentre as Safir parla di "un governo degli opposti che ha in sé i semi dell'esplosione alla prima disputa". ATS

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