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Libano-Israele, si tratta sui confini con mediazione USA
Foto Shutterstock
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Marco Jäggli
6 anni fa
Le due nazioni sono formalmente ancora in guerra dal conflitto del 2006. I negoziati si terranno sotto l’egida dell’ONU

Libano e Israele terranno colloqui sotto l’egida dall’ONU sui loro contesi confini terrestri e marittimi: lo ha annunciato oggi il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri.

Gli Stati Uniti avranno un ruolo di mediatore durante i colloqui che si terranno nella città di Naqoura, nel sud del Libano, dove tra l’altro è insediato il comando dell’Unifil, ha detto Berri in una conferenza stampa, senza fornire una data.

Il ministro dell’energia israeliano Yuval Steinitz ha da parte sua confermato che Israele e Libano, su mediazione degli Stati Uniti, apriranno trattative per definire i confini marittimi tra i due paesi che formalmente sono ancora in guerra dal “cessate il fuoco” del 2006, quando israele effettuò un invasione su vasta scala del Libano, durata 34 giorni, come rappresaglia per la cattura di due soldati israeliani da parte di Hezbollah.

“Israele e Libano - ha spiegato il ministro - terranno contatti diretti, con la mediazione americana, per i confini delle acque commerciali tra le due nazioni. Il nostro obiettivo è mettere fine alle divergenze sulla questione per aiutare lo sviluppo delle risorse naturali a beneficio dei popoli della regione”.

L’intesa è giunta grazie alla spola tra i due paesi condotta da Davide Shenker, consigliere del segretario di stato americano Mike Pompeo.

Steinitz ha anche aggiunto che si tratta della “prima trattativa di carattere civile politica tra i due paesi negli ultimi 30 anni”. I colloqui, ha aggiunto, dovrebbero cominciare al più presto. Sullo sfondo dell’accordo anche l’obiettivo di sfruttare i giacimenti di gas naturale al largo delle coste.

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