
Un'esplosione nell'abitazione di un esponente del movimento sciita Hezbollah ha causato ieri sera il ferimento di una persona nel Sud del Libano, ha reso noto il movimento stesso, definendo al contempo "prive di fondamento "informazioni che parlano di numerosi morti". "Sono emerse informazioni sull'esplosione nel garage dell'appartamento di uno dei nostri fratelli nella località di Tair Filsi che ha provocato il ferimento di una persona, immediatamente trasportata in ospedale per le cure", ha affermato Hezbollah in un comunicato. Fonti diverse hanno riferito dell'esplosione nel villaggio di Tayr Filsi, ad una ventina di km ad Est di Tiro, apparentemente causata da un razzo risalente alla guerra del 2006 tra i guerriglieri Hezbollah e le forze israeliane. Un primo bilancio parlava di almeno cinque morti, tra cui un dirigente di Hezbollah e suo figlio. Una portavoce della forza dell'Onu nel sud Libano (Unifil) ha confermato l'esplosione, limitandosi ad aggiungere che i caschi blu sono al lavoro con l'esercito libanese per fare luce sull'accaduto. Il 14 luglio scorso è esploso nel Sud del Libano un deposito di armi che, secondo fonti dell'Unifil, era del movimento Hezbollah. Dieci giorni dopo, nella prima reazione ufficiale, il vice segretario del movimento sciita, lo sheikh Naim Qassem , aveva negato che fosse un deposito di armi, affermando che si era trattato di "un normale incidente causato da vecchi ordigni raccolti dopo il ritiro israeliano dal Sud del Libano", del 2000. ATS
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