
A 48 ore dalla cruciale sessione del Parlamento, riconvocato il 23 novembre dopo quattro rinvii in due mesi, il presidente dell'assemblea legislativa e leader sciita d'opposizione Nabih Berri si è detto oggi "fiducioso" che il Libano avrà venerdì un nuovo capo dello stato, mentre la candidatura dell'anziano ex pluriministro Michel Eddé sembra guadagnare punti. Il condizionale resta tuttavia d'obbligo e il segretario della Lega Araba, Amr Mussa, ripartito stamani da Beirut per il Cairo, ha più prudentemente dichiarato che "c'é ancora speranza e contatti sono in corso per trovare un accordo sul nome del presidente" chiamato a succedere al filosiriano Emile Lahud, il cui mandato scade alla mezzanotte di venerdì. A Beirut, ha riferito il quotidiano As-Safir, Mussa avrebbe avuto un incontro "molto fruttuoso" di due ore con sayyed Hassan Nasrallah, il leader del movimento sciita Hezbollah che - appoggiato da Siria e Iran - guida l'opposizione libanese, favorevole alla candidatura di Eddé. Una candidatura che ha ricevuto il decisivo avallo del principale alleato cristiano di Hezbollah, l'ex comandante dell' esercito Michel Aoun, che non aveva fatto mistero di ambire alla presidenza della Repubblica, riservata a un esponente cattolico-maronita in base al sistema politico-confessionale del Libano. ATS
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