
È stata prolungata da due a tre giorni il viaggio di Mahmud Ahmadinejad in Libano, che inizierà domattina. Si tratta della prima visita del presidente iraniano nel Paese dei Cedri dalla sua elezione nel 2005. Dopo l'annunciata accoglienza "di massa", organizzata da Hezbollah e dall'altro partito sciita Amal, lungo la strada che collega l'aeroporto al palazzo presidenziale, Ahmadinejad pranzerà con il suo omologo libanese Michel Suleiman e in serata sarà atteso nella periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita, per "apparire nello stadio al-Raya accanto al sayyid Hasan Nasrallah", segretario generale di Hezbollah. Giovedì mattina il capo di Stato iraniano riceverà a Beirut dal rettore dell'Università libanese la laurea honoris causa in Scienze politiche. Poi si recherà nel sud del Libano a ridosso della Linea Blu di demarcazione con Israele. Secondo la stampa dello Satto ebraico, la polizia e i servizi medici dell'Alta Galilea hanno elevato lo stato di allerta per far fronte a disordini che potrebbero sfociare. Intanto un oscuro gruppo sunnita la cui retorica prende ispirazione da al-Qaida ha minacciato di "scuotere il Libano" se Ahmadinejad vi si recherà in visita ufficiale come previsto. Il sito web libanese elnashra.com ha scritto di aver ricevuto un comunicato dalle "Falangi di Adallah Azzam - Brigate Ziad al-Jarrah" in cui si afferma che la visita è una "sfacciata sfida ad ogni sunnita nel Levante". "La terra del cosiddetto Libano sarà scossa se Nejad vi porrà piede", ha affermato nel comunicato il misterioso gruppo, che accusa il movimento sciita libanese Hezbollah di aver invitato il presidente iraniano "per avere la sua benedizione ai suoi piani persiani di traformare il Levante in uno stato satellite sciita nell'orbita iraniana". "Noi faremo tutto ciò che è possibile per contrastare questo complotto, e se accadrà, promettiamo che egli (Ahmadinejad) non tornerà (a casa) come è arrivato". ATS
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