
«Il virus Andes è l'unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare nel tempo, ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile». Lo dichiara Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare durante un briefing alla stampa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
«Ciò che stiamo osservando sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto», aggiunge Hofer.
Dal canto suo, l'Agenzia europea dei medicinali (Ema), attraverso la sua Task Force di Emergenza rende noto che «attualmente non esistono trattamenti antivirali o vaccini autorizzati contro l'hantavirus» ma l'Ema «è pronta a supportarne lo sviluppo e la valutazione regolatoria».
Di pari passo, l'Ema «mette in guardia contro la disinformazione che circola online e che collega erroneamente l'infezione da hantavirus alla vaccinazione contro il Covid-19, poiché non vi è alcuna prova scientifica a sostegno di tali affermazioni».
L'Ema sta monitorando attivamente l'epidemia di hantavirus in corso. La gestione clinica dei pazienti, ricorda in una nota, si basa su cure di supporto e sull'accesso tempestivo a strutture di terapia intensiva.
Quanto alle terapie, l'ente regolatorio ha mappato i produttori di farmaci, in particolare antivirali, anticorpi monoclonali e vaccini contro gli hantavirus. Identificare immunomodulatori da riproporre per il trattamento e di antivirali riproposti per la profilassi post-esposizione, scrive in una nota «è una priorità per ridurre la morbilità e la mortalità delle persone colpite».
L'Ema continuerà a scambiare informazioni con l'Ecdc, la Commissione europea e la rete europea di regolamentazione dei medicinali nei prossimi giorni e settimane e fornirà aggiornamenti secondo necessità.
Intanto, l'aereo idoneo che dovrebbe riportare a casa i cinque australiani e il neozelandese sbarcati a Tenerfie dalla nave da crociera Mv Hondius, colpita dall'hantavirus, e portati nei Paesi Bassi è stato individuato e i sei passeggeri dovrebbero riuscire a fare rientro a casa alla fine della settimana. Lo scrive Abc Australia.
La notizia giunge dopo che il ministro della Salute australiano, Mark Butler, ha definito la missione «difficile», rivelando le difficoltà incontrate nel trovare una compagnia di charter e un equipaggio disposti a operare il volo nel rispetto delle rigide norme di quarantena. Dato il prolungato contatto infatti l'equipaggio stesso dovrà osservare al ritorno un periodo di almeno 3 settimane di quarantena.
Il trasporto dei passeggeri è «un'organizzazione complessa, data la distanza tra i Paesi Bassi e l'Australia», ha sottolineato ieri Butler, affermando che i passeggeri australiani e neozelandesi sono «tutti in buona salute» e di «umore relativamente buono» nonostante l'accaduto.
Secondo il governo australiano, tutti e sei i viaggiatori dovrebbero essere trasferiti in aereo alla base della Royal Australian Air Force di Pearce a Perth nel corso della settimana. Verranno quindi «trasportati immediatamente» al vicino centro di quarantena di Bullsbrook, dove trascorreranno almeno tre settimane in isolamento durante il periodo di quarantena di 42 giorni raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'equipaggio del volo trascorrerà la quarantena insieme ai viaggiatori, dove sarà assistito da personale proveniente dal National Critical Care and Trauma Response Centre di Darwin.

