
Netta vittoria del centrodestra in quasi tutti i Paesi dell'Unione europea e in forte calo il centrosinistra: questi i dati sicuri e più significativi delle elezioni del fine settimana per il rinnovo del Parlamento europeo. Il Partito popolare europeo si conferma il primo gruppo con 263-273 seggi, mentre il gruppo dei socialisti subisce un forte ridimensionamento attestandosi, nelle prime stime, a 155-165 seggi. Buona affermazione dei Verdi che si aggiudicano tra i 52 e i 56 seggi. In Germania l'unione CDU/CSU della cancelliera Angela Merkel, con il 38,2%, si conferma la prima forza politica, pur perdendo 6,3 punti. La SPD registra il minimo storico al 21,1%. In Francia l'UMP del presidente Nicolas Sarkozy raccoglie il 28%, mentre il PS crolla al 16%. In Italia il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi raggiunge il 38% contro il 27% del Partito democratico. La Lega di Umberto Bossi ottiene invece il 10%. In Spagna il Partito Popular di opposizione batte i socialisti del premier José Luis Zapatero con il 42% contro il 38,7%. Infine in Austria disfatta storica dei socialisti del cancelliere Werner Faymann, che scendono al 23,5% (-10 punti); l'OEVP del vicecancelliere Josef Proell scende al 30,1%. La sinistra euroscettica ottiene il 18,2% e l'FPOE del defunto Haider sale dal 6,6% al 12,9%. Insomma il vascello europeo vira bruscamente verso destra, unica nazione a differenziarsi da questo trend è la Grecia, merito di Giorgio Papandreu, leader del Partito socialista d'opposizione. La scarsissima presenza alle urne è sicuramente il dato che ha maggiormente contraddistinto queste elezioni. L’astensionismo infatti è stato elevatissimo - in media la partecipazione si attesta al 43% - tuttavia non dovrebbe raggiungere un nuovo record.
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