
Andare avanti con le strategie nazionali di vaccinazione contro il Covid, senza aspettare quelli adattati. È questa la prima raccomandazione della Commissione europea per prepararsi a una possibile nuova ondata di coronavirus in autunno-inverno, come accaduto negli ultimi due anni. Il monito è contenuto in un documento che l’agenzia di stampa italiana Ansa ha potuto vedere in anticipo. Per quanto riguarda i vaccini adattati, l'Esecutivo Ue suggerisce di sviluppare da subito programmi nazionali per individuare quali vaccini dovrebbero essere utilizzati per quali gruppi di popolazione.
“Vanno subito identificati i gruppi a rischio”
I gruppi di popolazione che dovrebbero avere la priorità per i vaccini adattati andrebbero identificati da subito, indica il documento. Colmare le lacune nella copertura vaccinale resta una priorità. Dalla fine di aprile nell'Ue le campagne di vaccinazione hanno ottenuto scarsi risultati. Tra le persone di età pari o superiore a 60 anni, sottolinea il documento, il 7,5% non è ancora vaccinato e il 16,3% non ha ricevuto il primo richiamo. Il 14,1% delle persone di età pari o superiore a 18 anni non è vaccinato e il 35,5% non ha ricevuto il primo richiamo.
“Possibile la reintroduzione delle mascherine”
Bruxelles torna a raccomandare di combinare le campagne di vaccinazione contro il Covid-19 e l'influenza ove possibile, rivolgendosi in particolare ai gruppi vulnerabili. È "possibile che alcuni interventi non farmaceutici", cioè le mascherine e la distanza sociale, "debbano essere reintrodotti nei prossimi mesi", avverte la Commissione europea, che suggerisce alcuni segnali (per esempio il livello occupazione delle terapie intensive) che dovrebbero funzionare da campanello da allarme per una reintroduzione tempestiva delle misure. La Commissione ribadisce anche l'importanza di sistemi di sorveglianza integrati Covid-influenza.

