
Lo scrittore austriaco Johannes Mario Simmel, da anni residente a Zugo, è morto ieri ad Amburgo all'età di 84 anni. Lo ha indicato oggi il suo avvocato elvetico, precisando che i funerali si terranno in forma strettamente privata. Con 73 milioni di copie di libri venduti e pubblicati in 33 lingue diverse Simmel era lo scrittore vivente di lingua tedesca di maggior successo. Johannes Mario Simmel era nato a Vienna il 7 aprile del 1924. Suo padre era un ebreo tedesco, suo zio uno dei cofondatori della SPD tedesca e molti dei suoi famigliari sono morti nei campi di concentramento nazisti. Arruolato nell'esercito tedesco come ingegnere chimico, Simmel aveva lavorato nel laboratorio dove furono progettati i micidiali razzi V1 e V2, ma più che a farne delle armi perfette si preoccupò di renderli difettosi. Il giorno in cui il laboratorio fu bombardato, salì con i suoi colleghi sulle macerie e si promise che un giorno avrebbe eleborato in forma letteraria "questa maledetta guerra nazista". Lo scrittore aveva iniziato a scrivere novelle all'età di 17 anni. Nella sua carriera si è occupato anche di soggetti televisivi e cinematografici. Il suo esordio in letteratura è del 1948, con "Mi meraviglio di essere tanto felice", ma il successo arriva oltre dieci anni più tardi, con "Non è sempre caviale" ("Es muss nicht immer Kaviar sein") appunto, la cui prima edizione è pubblicata a Zurigo nel 1960. Dopo questo romanzo Simmel è diventato autore di best-seller legati in particolare a tematiche sociali moderne o alle tecnologie avanzate, tra i quali va ricordato "Il codice genetico" del 1990. ATS
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