
La decisione era nell'aria ormai da qualche giorno e rappresenta l'ultimo capitolo delle accese polemiche che in questi giorni hanno visto al centro il movimento lefebvriano: Richard Williamson l'ultra tradizionalista vescovo che ha negato l'Olocausto, è stato sostituito alla guida del seminario che dirige dal 2003 a La Reja, una cinquantina di chilometri dal centro di Buenos Aires. A rendere noto l'allontanamento del vescovo negazionista è stato padre Christian Bouchacourt, responsabile per l'America Latina della Fratenità San Pio X, alla quale appartiene Williamson. Un vescovo cattolico, ha dichiarato Bouchacourt, può parlare "con autorità ecclesiastica" solo su materie riguardanti "la fede e la morale", precisando che le "affermazioni" di Williamson "non riflettono in modo alcuno la posizione" della congregazione. Per il momento però, non sembra che Williamson sia stato espulso dalla confraternita lefebvriana mentre in Vaticano, alla Congregazione della Fede, si stanno valutando le misure da prendere nei suoi confronti, dopo che la Santa Sede gli ha esplicitamente chiesto di ritrattare le posizioni negazioniste, se vuole essere riammesso come vescovo all'interno della Chiesa cattolica. Williamson, infatti, dichiarando alcuni giorni fa, in un'intervista a der Spigel, di non avere intenzione di ritrattare, è ora a rischio provvedimenti. Le misure possibili su cui sta riflettendo l'ex Sant'Uffizio, sono l'ordine di ritrattare, la riduzione al silenzio o, più grave, una nuova scomunica. Williamson, da parte sua, ha fatto sapere oggi, nella seconda parte dell'intervista a 'Der Spiegel', diffusa in giornata, che "sta studiando" nuovi testi sulla Shoah. Tra questi "Auschwitz. Tecnica e funzionamento delle camere a gas", dello studioso Jean-Claude Pressac, ex fervente negazionista che ha poi completamente rivisto le sue posizioni sull'Olocausto. "Gli attacchi nei miei confronti - ha poi aggiunto - sono stati lo strumento per attaccare la Fraternità di San Pio X e il Papa. Il cattolicesimo di sinistra tedesco non ha evidentemente ancora perdonato a Ratzinger di essere diventato Papa". Willliamson ha ribadito che non si recherà ad Auschwitz, ma appare significativa la scelta di ristudiare la Shoah a partire dal libro di Pressac. "La copia è già in viaggio - ha detto -, la leggerò e la studierò attentamente". Il vescovo lefebvriano britannico ha poi spiegato la revoca della scomunica della Chiesa nei suoi confronti con quello che ha definito il "fallimento" del Concilio Vaticano II: "È sempre così con noi conservatori: abbiamo ragione, ma dobbiamo aspettare parecchio per vederla riconosciuta". Sulla probabile visita di Benedetto XVI in Israele, Williamson ha detto di augurarsi che il Papa "abbia anche a cuore le donne e i bambini feriti nella Striscia di Gaza e si impegni in favore della popolazione cristiana di Betlemme, che attualmente è circondata da un muro". ATS
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