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Estero
Lefebvriani: per mons. Fellay inaccettabile nuovo preambolo
Redazione
14 anni fa

Si complica di nuovo il percorso di reintegrazione dei lefebvriani, gli ultratradizionalisti cattolici scomunicati da Giovanni Paolo II e riammessi da Benedetto XVI nel gennaio 2010 con la revoca della scomunica condizionata però alla sottoscrizione dei documenti conciliari da parte del gruppo scismatico. In una lettera interna pubblicata dal sito specializzato Ignis Ardens, il segretario della Fraternità San Pio X (nome ufficiale dei tradizionalisti), don Christian Thouvenot, afferma che il superiore della Fraternità, monsignor Fellay, protagonista dei negoziati con Roma, "ha fatto subito sapere che non avrebbe potuto firmare il nuovo documento, chiaramente inaccettabile", che i teologi della congregazione per la dottrina della Fede hanno consegnato al capo dei lefebvriani nell'ultimo incontro in Vaticano, il 13 giugno scorso. Nella lettera, Thouvenot scrive che "secondo molteplici fonti concordanti" la versione del preambolo dottrinale di settembre corretta da Fellay il mese successivo, "sembrava soddisfare il Sovrano Pontefice". Il 13 giugno però, si legge ancora nella lettera, Levada "ha consegnato al nostro superiore generale il testo di aprile, ma con correzioni tali da riproporre, in sostanza, le proposizioni" contenute nel preambolo dottrinale dato a Fellay nel settembre 2011. ATS

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