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Estero
Lefebvriani: lettera Williamson non soddisfa Vaticano e rabbino
Redazione
18 anni fa

L'ultima lettera di scuse diffusa ieri dal vescovo lefebvriano negazionista Richard Williamson "non è indirizzata né al Santo padre né alla commissione Ecclesia Dei" e "non sembra rispettare le condizioni stabilite dalla segreteria di Stato" vaticana del 4 febbraio che sollecitava il vescovo a "prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah". Lo ha affermato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Intanto, il rabbino David Rosen, presidente del Comitato ebraico internazionale per le consultazioni interreligiose ha detto che le scuse di Williamson "non sono sufficienti" e "non sono vere scuse". "Non ha detto 'ho sbagliato, le mie opinioni erano false, me ne pento non lo farò piu'. Sono scuse ingenue", ha aggiunto Rosen, commentanto la lettera del vescovo della Fraternità San Pio X. Rosen ha d'altro canto confermato ufficialmente che il prossimo 12 marzo si terrà l'incontro tra il Gran Rabbinato di Israele e la Santa Sede. Anche il portavoce del Vaticano ha confermato l'appuntamento. "L'incontro del Papa con i leader ebrei di due settimane fa è stato molto importante", ha detto Rosen giudicando ormai del tutto superati gli equivoci seguiti alla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani. "La prossima visita in Terra Santa sarà la dimostrazione del volto buono e genuino del comune impegno per il dialogo tra il popolo ebraico e cattolico", ha aggiunto. "Sarò felice di incontrare Benedetto XVI in Terra Santa nei meeting con i rabbini e con quelli degli esponenti delle altre religioni, ma prima di allora - ha rivelato Rosen - lo incontrerò anche a Roma, fra due settimane, il 12 marzo, con una delegazione dal gran Rabbinato di Israele per riprendere il dialogo che fu posticipato in seguito alla crisi fino a quando non avessimo ricevuto chiarimenti." In un'intervista al Servizio Informazione Religiosa (Sir), Rosen ha anche detto che la crisi aperta tra cattolici ed ebrei "si poteva evitare, secondo il rabbino David Rosen, che l'ha definita una crisi "artificiale", "di 'bad management', con molti equivoci". Secondo Rosen "andava spiegato il fatto che quando la chiesa toglie la scomunica ciò non significa che la Chiesa accoglie qualcuno al suo interno". ATS

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