
La leader storica delle femministe tedesche, Alice Schwarzer, si è autodenunciata per aver evaso il fisco con un conto in Svizzera, evitando in tal modo conseguenze penali. Lo 'Spiegel' rivela che la famosa giornalista e scrittrice, direttrice del settimanale femminista "Emma", avrebbe già pagato al fisco tedesco una somma a sei cifre per mettersi in regola evitando conseguenze giudiziarie. Il settimanale di Amburgo scrive che l'autodenuncia della signora Schwarzer è stata presentata lo scorso anno, dopo le rivelazioni che il fisco tedesco era entrato in possesso di nuovi dischetti contenenti i nomi degli evasori fiscali tedeschi con conti bancari nella Confederazione. La legge tedesca consente agli evasori di sfuggire ad una condanna penale, se si autodenunciano prima di venire scoperti, rimborsando le somme evase alle tasse e pagando la multa comminata. A dover rispondere invece in tribunale per l'accusa di evasione fiscale dal prossimo 10 marzo sarà il presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness, che non possedeva conti in Svizzera, ma aveva compiuto speculazioni finanziarie senza versare al fisco le imposte sui guadagni realizzati. Il 22 gennaio scorso il tribunale di Amburgo aveva invece condannato ad un anno e sette mesi con la condizionale l'ex direttore del settimanale 'Die Zeit', Theo Sommer, che oltre a rimborsare al fisco la somma evasa di 649mila euro aveva dovuto pagare un'ammenda di 20mila euro. Nel commentare i casi di evasione fiscale in cui sono incappati Theo Sommer e Alice Schwarzer lo 'Spiegel' sottolinea, in riferimento anche alla leader femminista, che "per la seconda volta in poco tempo un'istanza morale della stampa tedesca diventa protagonista di una faccenda fiscale".
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