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Diplomazia
Le relazioni tra Berna e Bruxelles "non sono sull'agenda" UE
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
3 anni fa
La scarsa priorità data alla questione dei rapporti con Berna da parte del nuovo presidente del Consiglio dell'UE, la Spagna, non è incoraggiante quanto a i rapporti scientifici, per esempio.

Ieri la Spagna ha assunto la presidenza del Consiglio dell'Unione europea e sembra che la questione Svizzera non sia all'ordine del giorno. A quanto pare, Madrid non ha in programma nuove conclusioni del Consiglio sull'argomento. La questione è importante, dato che sono proprio queste conclusioni a definire le linee guida nelle relazioni tra Bruxelles e Berna.

Commissione europea aggiorni "solo gli accordi di grande utilità per l'UE"

Un anno fa la Repubblica Ceca aveva assunto la presidenza con l'ambizione di giungere a nuove conclusioni entro la fine del 2022, ma ciò non è avvenuto. I colloqui esplorativi di quel marzo si sono rivelati troppo lenti. Le conclusioni del Consiglio in vigore oggi sono quindi ancora quelle del 2019. In base ad esse, gli Stati membri incoraggiano la Commissione europea ad aggiornare solo gli accordi con la Svizzera che sono di grande utilità per l'UE. Gli altri non dovrebbero essere aggiornati. Le conclusioni non figuravano già più all'ordine del giorno della Svezia, che aveva assunto la presidenza succedendo alla Repubblica Ceca all'inizio dell'anno. Lo stesso sembra adesso valere per la Spagna. Interrogati da Keystone-ATS, diversi diplomatici hanno risposto di non sapere nulla di eventuali conclusioni.
Madrid ha molte altre sfide da affrontare nei prossimi sei mesi; a livello nazionale, il 23 luglio si terranno le elezioni legislative.

Cassis: "non possiamo intraprendere nulla prima di gennaio"

Mercoledì scorso, annunciando la nomina di Alexandre Fasel a Segretario di Stato, il capo della diplomazia svizzera, Ignazio Cassis, ha chiarito che "tecnicamente non possiamo intraprendere nulla prima di gennaio". Secondo il calendario tracciato dal Consigliere federale, le discussioni con l'UE si svolgeranno durante l'estate. Entro la fine di ottobre, il governo farà il punto della situazione e, se darà il via libera, sarà elaborato un mandato negoziale e un rapporto. Cassis ha sottolineato che i Cantoni e le due commissioni di politica estera delle Camere federali hanno il diritto di essere consultate. Ma con le elezioni federali di ottobre, non potranno iniziare i lavori prima di gennaio.
Alain Berset ha inoltre annunciato di voler lasciare il Consiglio federale. Il suo successore sarà eletto all'inizio di dicembre, il che potrebbe ritardare ulteriormente le decisioni se ci sarà una rotazione dei dipartimenti.

La comunità scientifica toccata da vicino

La comunità scientifica svizzera segue con ansia la situazione e spera che, quando l'esecutivo avrà adottato il suo mandato negoziale, la Commissione europea sarà pronta a discutere l'associazione della Svizzera al programma di ricerca "Orizzonte Europa".
Ufficiosamente, i ricercatori nutrono una vaga speranza che Bruxelles sia pronta a dialogare con Berna se, una volta conclusi i colloqui esplorativi, verrà firmata una dichiarazione congiunta. Ma il tempo stringe. I preparativi per i passi futuri di "Orizzonte Europa", ovvero i programmi di ricerca dopo il 2027, sono già iniziati. In quanto membro non associato, la Svizzera fatica a dire la sua.