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Le forze statunitensi si ritirano dalla base aerea di al-Tanf in Siria
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21 ore fa
Lo hanno riferito all'AFP due fonti militari siriane – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
10 ore fa
Netanyahu: «Trump crede in un buon accordo con l'Iran»

Israele è ancora scettico riguardo a un possibile accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran. Lo ha affermato il primo ministro dello Stato ebraico Benyamin Netanyahu al termine del suo viaggio a Washington, secondo quanto scrive il quotidiano israeliano di orientamento di sinistra Haaretz, precisando che le conversazioni con il presidente Donald Trump si sono concentrate sull'Iran, ma hanno toccato anche Gaza e altre questioni.

«Il presidente pensa che gli iraniani abbiano capito con chi hanno a che fare, che le condizioni che lui sta creando - unite al fatto che gli iraniani hanno capito di essersi sbagliati l'ultima volta che non hanno firmato un accordo -, significhino che potrebbero essere mature per raggiungere un buon accordo», ha dichiarato il primo ministro alla stampa prima di salire sull'aereo per Israele. «Voleva sentire la mia opinione».

«Non vi nasconderò di aver espresso un generale scetticismo su qualsiasi accordo con l'Iran, ma ho detto che se si raggiunge un accordo, questo deve includere gli elementi che sono importanti per Israele: non solo il programma nucleare, ma anche i missili balistici e i delegati iraniani», ha affermato.

12 ore fa
La Germania chiede le dimissioni della relatrice ONU per Palestina

Il ministro degli esteri tedesco, Johann Wadephul, ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Francesca Albanese, a seguito di dichiarazioni da lei rilasciate durante una conferenza, che avrebbero preso di mira Israele.

«Rispetto il sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti. Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile», ha scritto Wadephul sulla rete sociale X. Anche il suo omologo francese, Jean-Noël Barrot, aveva chiesto ieri le dimissioni di Albanese.

14 ore fa
Terre des hommes non cede alle richieste di Israele e sollecita il DFAE

Terre des hommes è confrontata con nuove richieste da parte di Israele di consegnare i dati di contatto del suo personale palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per poter proseguire le sue attività. L'organizzazione umanitaria svizzera si rifiuta però di obbedire e sollecita il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a intervenire.

Il 30 dicembre scorso, Israele ha annunciato che la registrazione di 37 ong internazionali, tra cui Terre des hommes, sarebbe scaduta il giorno dopo, dando loro sessanta giorni di tempo per cessare le attività. Ciò è dovuto, in particolare, alla mancata divulgazione dei dati personali dei collaboratori palestinesi, ricorda oggi in una nota l'associazione in favore dei diritti dell'infanzia.

Dover trasmettere tali informazioni solleva «serie preoccupazioni circa i rischi per i membri del nostro team», scrive l'ong. In assenza di «garanzie sufficienti», si è quindi deciso di non ottemperare alla richiesta.

«Stiamo attualmente valutando soluzioni alternative basate sulla nostra registrazione presso le autorità palestinesi per mantenere, per quanto possibile, la nostra presenza in questi territori», aggiunge Terre des hommes. L'organizzazione sostiene i bambini e le famiglie più vulnerabili nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania da oltre 50 anni.

Data la situazione, l'ong invita il Consiglio federale e soprattutto il DFAE a «riaffermare chiaramente l'importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario e a utilizzare i canali diplomatici svizzeri per difenderlo». In qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera deve ribadire che una potenza occupante ha l'obbligo di facilitare la fornitura di aiuti, proteggere i civili e non ostacolare l'azione umanitaria né subordinarla alla trasmissione di dati personali sensibili, continua Terre des hommes, stando alla quale Berna deve adoperarsi per ripristinare la registrazione delle ong neutrali e imparziali.

17 ore fa
Siria, le forze di Damasco prendono il controllo della base americana

Le forze agli ordini del leader siriano Ahmad Sharaa hanno preso il controllo della base di Tanf, nel sud-est della Siria, dopo il ritiro delle truppe statunitensi. Lo ha annunciato il ministero della Difesa a Damasco.

«Dopo un coordinamento tra la parte siriana e la parte americana, unità dell'esercito siriano hanno preso il controllo» della base situata nei pressi del confine con la Giordania, si legge in un comunicato diffuso oggi. Le forze statunitensi avevano comunicato di aver completato il loro ritiro già ieri sera.

La base di Tanf, nel triangolo di confine tra Siria, Giordania e Iraq, era considerata un avamposto strategico per gli Stati Uniti per contenere l'influenza iraniana lungo il corridoio Baghdad-Damasco.

Il ritiro statunitense avviene mentre nel sud e nell'est del paese prosegue il riassetto delle presenze militari straniere e delle forze locali, in un quadro segnato da tensioni lungo il confine con la Giordania e nelle aree desertiche dove restano attive cellule dell'Isis.

21 ore fa
Il punto alle 7.30

Le forze statunitensi schierate in Siria nell'ambito della coalizione internazionale anti-jihadista si sono ritirate dalla base aerea di al-Tanf, vicino al confine con la Giordania. Lo hanno riferito ieri all'AFP due fonti militari siriane.

«Le forze statunitensi si sono ritirate completamente da al-Tanf» e le forze siriane sono state schierate per sostituirle, ha affermato una fonte militare siriana che ha richiesto l'anonimato. La seconda fonte ha confermato il ritiro, precisando che le forze statunitensi hanno iniziato questo processo «15 giorni fa».

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