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Le azioni individuali non bastano per salvare il clima
Foto Reguzzi
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Redazione
6 anni fa
La pandemia ha messo alla luce il peso delle nostre abitudini sulla crisi climatica

Se c’è una cosa che la pandemia ha evidenziato, è l’impatto che le attività umane hanno sul clima. Dopo i dibattiti degli ultimi anni è stato possibile toccare con mano gli effetti che una drastica diminuzione delle emissioni di gas serra possono avere sulla quantità di anidride carbonica (CO2) presenti nell’atmosfera. Sulla rivista scientifica Nature Climate Change, lo scorso 19 maggio è stato pubblicato uno studio, riportato poi da il Post, proprio a questo proposito. Il verdetto? Non molto positivo, e per due motivi: primo perché si è rivelato quello che già si sapeva, ovvero che per contrastare la crisi climatica bisogna fare molto di più di quanto auspicato nelle conferenze sul clima svolte finora. E in secondo luogo perché lo studio ha mostrato che gli sforzi individuali servono a poco.

Lo studio ha preso in analisi effetti della pandemia sulle emissioni di CO2, a partire dall’inizio dell’anno fino a fine aprile. È risultato che nei momenti di massima chiusura delle attività nei vari paesi, si sia raggiunto in media un calo del 26% delle emissioni. Chiaramente la diminuzione delle emissioni varia di paese in paese, così come nei vari settori. In particolare, il settore dei trasporti ha subito un calo molto alto, riconducibile ad un minor utilizzo delle automobili e dei voli di linea. Secondo gli esperti, i le emissioni giornaliere sono tornate ai livelli più bassi dal 2006, segno che nemmeno la crisi economica del 2008 era riuscita ad ottenere un calo così importante.

Per quanto questi dati lascino ben sperare bisogna tenere a mente due cose: in primis che questi effetti probabilmente non dureranno, soprattuto considerate le spinte che i vari paesi stanno dando alle industrie per rilanciare le economie, e poi che a fare davvero stato è la quantità di CO2 già presente nell’atmosfera, non quella emessa giornalmente. L’umanità ha prodotto gas serra sin dalla Rivoluzione Industriale, quindi qualche mese senz’auto non potrà compensare secoli di emissioni.

Dati alla mano, nonostante il grande calo di emissioni, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è rimasta pressoché invariata. Per ottenere un effetto visibile, le emissioni dovrebbero diminuire molto di più, per molto più tempo. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, per contrastare il cambiamento climatico, le emissioni dovrebbero diminuire del 7,6% ogni anno per decine di anni. E considerato che il maggior calo di emissioni avvenuto durante questa pandemia sia riconducibile alle attività individuali, è chiaro come queste non siano assolutamente sufficienti per salvare il pianeta. Il calo complessivo di tutte le emissioni dall’inizio dell’anno infatti è stato inferiore al 20%.

A meno che questa crisi sanitaria non porti i governi ad attuare dei cambiamenti strutturali che siano radicali ed incisivi, è probabile che la situazione tornerà presto ad essere com’era prima del coronavirus. Ciò non vuol dire che preferire la bicicletta all’automobile non sia una scelta intelligente e sostenibile, ma che purtroppo, senza un’indirizzamento dell’economia verso una produzione di energia più pulita, la sola azione del singolo non sarà sufficiente a cambiare le sorti del clima.

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