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Estero
Lavrov, Occidente “famoso per distorcere i fatti”
Redazione
4 anni fa

Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha accusato i Paesi occidentali di distorcere senza vergogna i fatti a proprio piacimento, ritenendo che a loro sia tutto consentito. In una intervista a un gruppo di media serbi, Lavrov si è riferito in particolare ai bombardamenti NATO della primavera 1999 contro la Serbia e su Belgrado durante il conflitto armato in Kosovo. I raid alleati, ha detto, fecero seguito alle assicurazioni dell’allora capo della missione dell’OSCE in Kosovo William Walker, che parlò di massacro e genocidio di civili nella località di Racka, mentre in realtà fu appurato che i corpi rinvenuti erano di guerriglieri UCK (Esercito di liberazione del Kosovo, la guerriglia albanese che combattè contro i serbi nel conflitto del 1998-1999, ndr), travestiti con abiti civili.

Annessione della Crimea ‘espressione della libera volontà popolare’
“I nostri colleghi (occidentali) sono famosi per cambiare i fatti senza vergogna, e cercano sempre di motivare le loro posizioni e richieste distorcendo l’immagine reale”, ha osservato Lavrov. Gli occidentali, ha detto, quando parlano dell’Ucraina dimenticano che in quel Paese vi fu un colpo di stato nel febbraio 2014, con l’avvento al potere di neonazisti che inviarono unità militari in Crimea, la cui popolazione si ribellò e indisse un referendum. Non fu una annessione ma l’espressione della libera volontà popolare.

Calpestata la cultura e lingua russa in Ucraina
Per Lavrov, tutti parlano del solo 24 febbraio quando il presidente Vladimir Putin ha ordinato l’operazione militare speciale in Ucraina. In realtà, ha affermato, per anni in quel Paese è stata calpestata la cultura e la lingua russa, e per anni non si è dato ascolto alle richieste della Russia alla NATO affinché l’Ucraina non entrasse nell’Alleanza e non si riarmasse. Invece in Occidente tutti dicono che dal nulla e all’improvviso la Russia ha avviato la sua operazione militare speciale. In Kosovo nel 1999 “tutti all’improvviso credettero al presunto genocido di Racka autorizzando i bombardamenti su Belgrado, mentre a noi dicono che non possiamo parlare di genocidio su quanto avvenuto in Donbass”, ha osservato Lavrov sottolineando che allora Joe Biden fu tra i più ferventi sostenitori dei bombardamenti sulla Serbia.

‘Approccio autocratico’
A suo adire, l’Occidente pensa di poter fare tutto, e ciò dimostra la sua doppiezza. “13 anni fa abbiamo proposto che si arrivasse a un accordo sulla sicurezza europea per il quale nessuno possa rafforzare la propria sicurezza a scapito di quella degli altri. Ma ci hanno detto di non voler parlare di questo e che le garanzie di sicurezza sono possibili solo in ambito NATO. Un tale approccio autocratico è stato messo in mostra dai nostri colleghi occidentali”, ha detto Lavrov.

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