
La Russia ha notificato fin dal 7 marzo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu che l’ospedale ieri a Mariupol era utilizzato come sede del battaglione Azov e che dalla struttura erano state evacuate pazienti e personale sanitario. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, citato dalle agenzie russe, parlando in conferenza stampa ad Antalya dopo l’incontro con il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba.
“Il 7 marzo, tre giorni fa, la nostra delegazione ha presentato ad una sessione del Consiglio di Sicurezza le prove che l’ospedale in questione era stato requisito da tempo dal battaglione Azov e da altri radicali - ha detto Lavrov -. Tutte le donne incinte e il personale erano state fatte partire”.
Il battaglione Azov, inizialmente formato da volontari di estrema destra e neonazisti, provenienti anche da diversi Paesi europei, per combattere i separatisti del Donbass, è stato in seguito inquadrato nella Guardia nazionale dell’esercito ucraino.
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