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Estero
Lavoratori Ue disoccupati: ricorso UFM a TF per lotta contro abusi
Redazione
13 anni fa

L'Ufficio federale della migrazione (UFM) vuole sapere quando un lavoratore dell'Ue in Svizzera rimasto senza lavoro perde il diritto all'assicurazione disoccupazione e all'assistenza sociale. "A tale scopo, abbiamo inoltrato ricorso al Tribunale federale (TF) dal momento che in materia sussiste incertezza giuridica", ha dichiarato in un'intervista al "SonntagsBlick" Mario Gattiker, capo dell'UFM. Il ricorso risale alla settimana scorsa, ha sostenuto Gattiker. Lo spunto per questo passo riguarda il caso di una lavoratrice portoghese residente in Svizzera da tre anni e mezzo. Durante questo periodo, la donna ha lavorato un mese a tempo pieno e otto mesi a tempo parziale. Al momento è senza occupazione: oltre ai sussidi della cassa disoccupazione, riceve anche un aiuto dall'assistenza sociale. Il cantone di residenza voleva toglierle il permesso di dimora (B), ma il tribunale amministrativo cantonale ha risposto picche, argomentando che la donna - che vive da sola - può ancora essere integrata nel mondo del lavoro. Nelle intenzioni di Gattiker, la massima corte elvetica dovrebbe stabilire quali condizioni devono essere riunite per poter rinviare una persona nel proprio paese di provenienza. Nelle intenzioni del direttore dell'UFM, il TF deve creare un precedente che faccia giurisprudenza. Alla base di questa iniziativa vi sono le raccomandazioni del Consiglio federale per un'applicazione coerente della libera circolazione delle persone. Stando al Governo, quando un lavoratore straniero perde il lavoro dopo solo un mese ci si deve accertare se, per caso, non abbia firmato un contratto fittizio. Gattiker chiede che questo margine di manovra venga sfruttato appieno. Non si tratta, in ogni caso, di screditare in toto i lavoratori stranieri. La crisi in molti paesi dell'Europa del sud obbliga molte persone ad emigrare in cerca di un impiego. Per il momento, gli effetti di questa immigrazione sulla Svizzera si sentono poco, ha sostenuto l'alto funzionario. Tuttavia, questa evoluzione va tenuta sott'occhio. Con i cantoni, ha detto al giornale, si sta valutando l'idea di obbligare chi cerca lavoro ad annunciarsi già il primo giorno, e non solo a partire dal terzo mese. ATS

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