
Secondo fonti della polizia ucraina, l'atto criminale ai danni dell'oligarca Vadim Ermolaev e della sua famiglia è «direttamente legato all'ambiente dei call center illegali, una rete di gigantesche truffe finanziarie su scala europea, nella quale la famiglia Ermolaev è pesantemente coinvolta». Lo sostiene il quotidiano Nice-Matin nella sua edizione monegasca, Monaco-Matin.
Piattaforme telefoniche clandestine
Il nome di Ermolaev sarebbe al centro di una vasta inchiesta a livello europeo su piattaforme telefoniche clandestine con sede in Ucraina. Tra il 2019 e il 2022, queste strutture, note come «boiler room» - spiega il quotidiano - hanno sottratto oltre 100 milioni di euro a migliaia di risparmiatori europei, in particolare in Germania, Estonia e Ucraina, attraverso falsi investimenti in criptovalute.
Già oggetto di sanzioni in Ucraina
Se Vadim Ermolaev, già oggetto di sanzioni in Ucraina, gestiva la parte finanziaria dell'organizzazione, sarebbe stato suo figlio Artur - fratello del tredicenne ferito nell'attentato - a dirigere operativamente la rete. Arrestato dall'Interpol a Cipro alla fine del 2025 in esecuzione di un mandato di cattura emesso dall'Estonia, il giovane è stato recentemente condannato a una pena detentiva con sospensione condizionale e alla confisca di diversi milioni di euro di beni di provenienza illecita.
L'attentato
L'attentato di Monaco si inserirebbe quindi in un contesto di violenti conflitti di interesse per il controllo delle boiler room e delle frodi informatiche più in generale. La stampa ucraina di oggi propende per un legame dell'azione contro Ermolaev con una mancata spartizione delle aree di influenza e con debiti non saldati nei confronti di esponenti della criminalità organizzata con base a Dnipro, la città di Ermolaev dove l'oligarca è il principale promotore immobiliare, che è anche la storica roccaforte dei i call center clandestini.

